La partita di questo pomeriggio ha un’enorme importanza perché, come sottolineato da Massimiliano Allegri, oggi si decide il percorso del Milan: “A marzo ci siamo arrivati discretamente bene, si poteva fare meglio ma adesso si decide la stagione. Si decide lo scudetto, i posti Champions. Da domani inizia la discesa. Rimpianti? Difficile dirlo, la squadra arriva a Milanello per dare il massimo. Poi ci sono gli avversari.
L’Inter sta facendo cose ottime. Noi abbiamo i punti che ci meritiamo, noi ora dobbiamo lavorare partita dopo partita e ottenere più punti possibile. Dopo sei mesi senza sconfitta tutti abbiamo subìto il contraccolpo. Martedì eravamo rintronati, ma ora bisogna switchare e tornare a camminare e a correre”.
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Non è più tempo di calcoli né di margini d’errore: un passo falso non è contemplato. I rossoneri hanno già lasciato troppi punti per strada contro squadre di medio-bassa classifica, occasioni sprecate che adesso pesano come macigni, soprattutto considerando il calendario che li attende, ricco di big match e di scontri diretti decisivi. Il club di via Aldo Rossi è chiamato a un cambio di passo immediato, concreto, tangibile.
Nel frattempo, il Napoli ha ulteriormente accorciato le distanze, rendendo la corsa a un posto in Champions League sempre più serrata e combattuta. Ogni giornata può cambiare gli equilibri, ogni punto può fare la differenza. La squadra guidata da Allegri dovrà quindi raccimolare il massimo possibile, senza più concedersi distrazioni o cali di tensione. Anche i pareggi, apparentemente risultati “neutri”, rischiano di trasformarsi in ostacoli pesantissimi. C’è l’idea diffusa che muovere la classifica sia comunque un segnale positivo, ma quando i pareggi si accumulano finiscono per sottrarre più di quanto sembrino concedere.
Emblematico è il divario creatosi in questa stagione con l’Inter: i nerazzurri hanno collezionato quattro sconfitte e un solo pareggio, mentre i rossoneri, pur avendo perso appena due volte, hanno pareggiato ben nove partite. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: il Diavolo, con una gara in meno, si ritrova a tredici punti di distanza. Un’enormità, se si considera quanto sottile possa essere l’equilibrio di un campionato.
Servirà dunque una prestazione all’altezza, lucida e determinata, senza sprecare, come accaduto troppe volte, il primo tempo. Non si può pensare di indirizzare sempre le partite nella ripresa, confidando in una reazione tardiva o in un episodio favorevole. È necessario partire forte, imporre ritmo e mentalità fin dal primo minuto. È il momento di sfatare il tabù contro le squadre di medio-bassa classifica, di dimostrare maturità e ambizione. Perché da oggi in avanti ogni partita vale molto più di tre punti: vale una stagione intera.
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