Nel nuovo episodio di “Inedito”, il format di DAZN, Alexis Saelemaekers ha parlato a cuore aperto con Alessio de Giuseppe, affrontando temi che spaziano dalla famiglia al calcio, passando per le esperienze vissute al Milan, al Bologna e alla Roma.
Il giocatore dentro e fuori dal campo
Saelemaekers racconta il contrasto tra la sua personalità in campo e quella fuori:
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“La persona che sono sul campo è diversa rispetto a quella che sono fuori. Non mi pesa, ma mi dispiace un po’, perché la gente non può conoscere veramente. Essendo io uno che dà sempre il 100%, a volte non so regolarmi, ma le emozioni che escono rappresentano me al 100%, che siano positive o negative”.
Il successo grazie al calcio e il sostegno della famiglia
Riguardo al suo percorso e al ruolo dei genitori nella sua carriera:
“La cosa che mi ha reso più felice è aver reso orgogliosi i miei genitori e averli aiutati a vivere meglio. All’inizio parlavamo sempre di calcio, poi hanno capito che quando torno da lavoro devo staccare un po’. I miei genitori sono stati fondamentali: né mia madre né mio padre volevano che giocassi a calcio. Ho imparato a restare con i piedi per terra e a lavorare duro in tutto ciò che faccio. Fortunatamente non ho mai avuto la pressione di diventare il nuovo Neymar o Ronaldo”.
L’esperienza al Bologna
Saelemaekers descrive così il periodo vissuto in Emilia-Romagna:
“Bologna in una parola? Sorpresa. Arrivavo da un momento in cui mi sentivo messo da parte dal Milan. Ero convinto di dover fare la differenza. I compagni e lo staff mi hanno fatto capire quanto sia importante lavorare duro. È stato un passo fondamentale nella mia carriera”.
La maturità alla Roma

Riguardo al passaggio nella capitale:
“Roma? Maturità. Il mio atteggiamento è stato frainteso dai tifosi, ma io sono sempre rimasto me stesso. Ringrazio tantissimo la città e i tifosi: ho sempre dato il massimo per la maglia che indossavo”.
La vita fuori dal campo
Saelemaekers si racconta anche come trascorre il tempo libero:
“Gioco spesso ai videogiochi con Ricci, ma cerchiamo sempre attività che piacciano a entrambi. Con Rafa invece facciamo altre cose, perché a lui non piace la play”.
Riguardo ai commenti sui social:
“Una volta un giornalista disse che il mio modo di giocare era conseguenza di una cattiva educazione dei miei genitori. Mi ha fatto dispiacere, ma perché dare soddisfazione a chi cerca solo polemica?”.
Rapporti con gli ex compagni e il derby di Milano
Il legame con i giocatori dell’Inter:
“Ho sempre avuto un buon rapporto con Calhanoglu, anche fuori dal campo. Con il cambio di squadra abbiamo perso un po’ di contatto, ma ci chiamiamo ancora, parlando di vita, non di calcio”.
Sul derby di Milano:

“La rivalità Milan-Inter ci sarà sempre. Durante la settimana del derby c’è una concentrazione totale: ogni dettaglio, dal cibo al sonno, può fare la differenza. Si cerca di dare il 100% per arrivare pronti a quella partita”.
Massimiliano Allegri: un rapporto speciale
Alexis parla del suo allenatore:
“Allegri è unico. La sua visione del calcio e il modo in cui gestisce lo spogliatoio sono straordinari. Mi chiama ‘scheggia’ perché do sempre il massimo”.
I compagni più forti con cui ha giocato
Riguardo ai giocatori più impressionanti:
“Hazard è stato il più forte, ma ciò che mi ha colpito è stata la sua umiltà, come Modric. Anche Dybala mi ha sorpreso: tecnicamente perfetto, ogni giocata curata nei minimi dettagli. Giocare con lui è stato stimolante”.
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