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Milan, è Rabiot dipendenza! Il dato che sorprende

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Nel corso di queste ultime stagioni, i tifosi del Milan sono stati abituati a vedere una squadra che spesso veniva definita “Leao dipendente”. Quest’anno le cose sembrano essere leggermente cambiate. Se ad inizio stagione il portoghese veniva visto come il vero top player capace di decidere una partita da solo, a marzo si sono mischiate le carte. La stagione di Leao è più che positiva ma il suo impatto sulla squadra non sembra più quello di una volta. Ora quel ruolo sembra essere dell’ultimo arrivato nel mercato estivo: Adrien Rabiot.

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Arrivato in rossonero dopo la sconfitta contro la Cremonese alla prima giornata di campionato, il francese si è subito preso in mano la squadra. Il suo impatto è tutt’ora devastante, tanto da aver creato un Milan a due facce. Con Rabiot in campo il Milan ha un piglio diverso, segna di più e vince di più. Intervenuto sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, il giornalista Andrea Ramazzotti si è così espresso su questo tema:

C’è un Milan con Adrien Rabiot e un Milan senza di lui. E quello con il centrocampista francese funziona decisamente meglio dell’altro. I numeri sono eloquenti: in campionato l’ex Marsiglia ha giocato 21 partite e il Milan ne ha vinte 15, viaggiando a una media di 2,38 punti a incontro. Con una proiezione di oltre 90 punti sulle 38 giornate. Insomma, un passo da scudetto.

Nelle 9 gare in cui Rabiot non è stato in campo perché non ancora rossonero (quelle contro Cremonese e Lecce a inizio torneo), infortunato (all’andata contro Fiorentina, Pisa, Atalanta, Roma e Parma) o squalificato (Como e Lazio) i successi sono stati appena 3. I punti conquistati 13 per una media di 1,44 a partita. Quasi un punto di differenza a incontro fa capire quanto la formazione di Allegri sia diversa con o senza Adrien, autentico leader di un gruppo che non può fare a meno di lui sia in fase di possesso sia di non possesso.

Rabiot si è tolto anche la soddisfazione di esultare insieme al connazionale Fofana. In occasione del suo 2-1, hanno fatto un passo di danza e il gesto del fucile con le mani, strappando un sorriso in tribuna a Leao, ma ancora più divertente è stato il modo in cui lui e Fofana hanno celebrato il 3-1: i due si sono inginocchiati per far il gesto del surfista tipico di Rafa, ma si sono anche messi il gomito davanti al viso come Pulisic. “Era un misto tra le esultanze di Leao e Pulisic – ha ammesso sorridendo Fofana – e così ho voluto dedicare il gol a loro. Magari se faccio questa esultanza, segno più reti (e sorride, ndr)

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