È passato ormai un anno dall’arrivo di Luka Modric in rossonero, e l’avventura del centrocampista croato al Milan sembra essere già terminata. L’ex pallone d’oro attualemente si trova negli Stati Uniti con la sua Nazionale e prenderà una decisione definitiva sul suo futuro solo dopo il Mondiale. Prende sempre di più piede l’ipotesi di un possibile ruolo dirigenziale al Real Madrid affianco a Florentino Perez. Comunque vada a finire la sua esperienza rossonera, il classe ’85 è riuscito a lasciare il segno tra i tifosi ed i compagni in una sola stagione.
Il suo approccio al ritiro dello scorso luglio stupì tutti sin da subito. “Mi sono goduto tre giorni con Modric prima di andare di andare via (in prestito alla Cremonese, ndr). Il tocco di Modric è incredibile. Dopo il primo allenamento ho chiamato mio papà per raccontargli tutto quello che aveva fatto Modric” ha affermato Filippo Terracciano intervenendo a “Tutti Teorici” sull’emozione di allenarsi con un campione del genere, anche se per poco.
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L’ANEDDOTO DI TERRACCIANO SUL PRIMO ALLENAMENTO CON MODRIC
“A fine allenamento c’erano i difensori che facevano un lavoro e gli attaccanti un altro lavoro. Modric stava lavorando con gli attaccanti, c’erano lui, Ricci e Jashari che anche lui era appena arrivato. Il mister gli passava la palla, l’attaccante andava in profondità e il centrocampista doveva mettere la palla all’attaccante. Parte Ricci e dico: ‘Bel piede’. Stessa cosa dopo Jashari: ‘Bella palla’. Poi arriva Modric e inizia calciare con l’esterno destro e poi quello sinistro, tutte palle perfette. Noi giocatori eravamo tutti lì a guardare e siamo rimasti tutti a bocca aperta“.
Su Fonseca
L’ex Verona ha poi speso belle parole per l’allenatore portoghese: “Con lui ho fatto la mia prima esperienza di gioco posizionale, allenando quelle cose che avevo studiato solo in video. Sono i sei mesi più formativi della mia carriera. Giocavamo col 4-2-2-2 e la posizione di Morata e Abraham portava un dubbio nel centrocampista, perché l’attaccante veniva a fare la mezzala e ti dava superiorità. A meno che tu non giochi con Gasperini che arrivano a uomo, crei dubbio nei centrali che devono fare scelte forti, o rompono la linea e attacchi alle spalle o non lo fanno e ti danno spazio per avanzare. Terzini stretti per trovare il mediano, tutto per trovare la palla aperta e sfruttare Leao e Pulisic. Giocai qualche partita come terzino e qualcuna nella mediana”.
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