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Adani critica la fase offensiva del Milan: “Ma come lavorano?

Adani

Nel corso della puntata di Viva el Futbol, andata in onda ieri sera su Twitch, Lele Adani ha analizzato l’incontro tra Napoli e Milan, vinto dai partenopei per 1-0. L’ex calciatore si è anche soffermato sulla sterile fase offensiva della squadra di Allegri. Queste le parole di Adani:

“Uno senza niente davanti, senza punte, è riuscito a crescere creando. Non aveva la punta titolare, non aveva la riserva, non aveva la riserva della riserva, poi ha tolto la riserva della riserva della riserva e ha finito senza punte. Ma ha fatto il gol vittoria a dieci minuti dalla fine con l’utilizzo dei subentrati. L’altro con cinque punte, tutte schierate a turno, non ha mai parato Milinković-Savić. In una partita che andava via per 45 minuti abbastanza in equilibrio. Tra l’altro, per me, una partita che non so come definirla per quanto è stata brutta nel primo tempo. Poi nel secondo tempo, quando si andava per raccogliere, per me una squadra ha nettamente meritato rispetto all’altra.

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“Mi chiedo – prosegue Adani -: parte con le due punte, finisce con le tre punte, poi mette anche Loftus-Cheek. Finisce addirittura partendo con Füllkrug e Nkunku, poi dopo entra Giménez e, dopo un po’, esce Nkunku ed entra Pulišić. Poi entra anche Leão, poi gioca con le tre punte e Milinković non para mai. Io dico: ma come lavorano nella fase offensiva al Milan?“.

“Mi fermo su questo particolare. La fase offensiva intesa come movimenti e intese tra le punte, trovare un linguaggio comune tra tutti gli attaccanti. Io non vedo un’intesa, uno scambio, un contro movimento, una partecipazione di connessione quando si va a ragionare, quando si va a costruire un’occasione o una potenziale tale. Mi sembra proprio che cinque attaccanti non saprei come cominciare descriverne l’utilizzo insieme. Non ho visto nulla di una squadra di calcio che deve combinare per creare un’occasione, non per tirare in porta. Questa è la cosa che più mi ha lasciato nella differenza delle due squadre stasera”, conclude Adani.

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