Per un giovane rossonero che cresce nel settore giovani del Milan, allenarsi con i più grandi è qualcosa di speciale. Immaginate allora cosa possa essere crescere nel settore giovanile del Chelsea e poi passare in quello del Milan. Passare da allenarsi con giocatori come Thiago Silva e con altri campioni che con il Chelsea hanno vinto e non poco, per poi arrivare a Milanello e trovarsi davanti una leggenda come Modric. Questa è l’esperienza unica vissuta dal giovane rossonero Yahya Idrissi-Regragui, fantasista classe 2007 che il Milan ha prelevato dai Blues per il proprio progetto giovanile.
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Idrissi ha militato nelle giovanili del Chelsea tra il 2024 e il 2026, per poi approdare a Milano sponda rossonera. Il giovane ha collezionato in campionato 4 presenze in campionato ed è uno dei giocatori più promettenti in rosa. Intervistato nel podcast Last of the Real, il giovane rossonero ha dichiarato:
“Ho lasciato casa a 14 o 15 anni per vivere negli alloggi del Chelsea nel Surrey con una famiglia inglese. Il calcio ti insegna a crescere molto in fretta. Allenarsi con Modric è stato pazzesco, è un giocatore di un’intelligenza unica. Anche allenarsi con Thiago Silva è stata una grande esperienza: non c’era modo di toccarlo, da lui impari la calma assoluta in campo. Raheem Sterling mi ha dato buoni consigli al Chelsea: mi ha detto di andare avanti e di non fidarmi di nessuno, perché il calcio è solo un gioco di opinioni.“
Sul suo modo di giocare: “Mi dicono che assomiglio ad Hazard, ma lui è una leggenda del Chelsea; io direi che per stile di gioco mi rivedo più in Taarabt o Cherki. Mi considero un classico numero 10, ma è un ruolo che nel calcio moderno, purtroppo, non esiste quasi più. Il mio stile è: o mi ami o mi odi. La gente può pensare che io sia arrogante, ma è solo la mia personalità e la fiducia necessaria per giocare a certi livelli. Oggi contano solo i numeri, i gol e gli assist; si guadagna in base a quello. Per me il talento conta ancora, ma nel calcio commerciale attuale l’impatto costante è tutto“
Sul suo arrivo al Milan: “Ho vissuto un grande cambiamento andando a Milano di recente. Mi ci è voluto un buon mese per ambientarmi, ma direi che mi sono adattato bene. Mi tengo occupato con il calcio e nel tempo libero studio l’italiano con un’insegnante privata che segue solo me. Il Milan è un grande club e fin da piccolo ho sempre avuto un certo legame con loro. Quando giocavo al West Ham partecipammo a un torneo a Milano e ci portarono a San Siro per una visita guidata; ho ancora le foto di me da bambino accanto ai giocatori del Milan. Quando è arrivata l’offerta, ero abbastanza sicuro di andarci. Lo stile di gioco in Italia è molto diverso da quello del Chelsea; è molto più tattico e concentrato sugli schemi. Sono andato al Milan perché ero un tipo di giocatore che a loro mancava“
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