Il momento di Rafael Leao va raccontato per quello che è davvero oggi: non solo un calo, ma un mix di problemi fisici, scelte tattiche e tensione con l’ambiente. Leao ha giocato per mesi con la pubalgia, un’infiammazione che ti toglie esattamente ciò che lo rende speciale: scatto, cambio di direzione, esplosività. Non è un dettaglio. È il suo gioco. E infatti in campo si è visto: meno strappi, meno uno contro uno, meno quella sensazione che potesse accendere la partita da un momento all’altro.
Il problema è che fuori dal campo questa cosa si percepisce poco. I tifosi vedono solo il risultato: un Leao meno decisivo, a tratti spento. E così sono arrivati i fischi, anche pesanti, soprattutto nella sfida contro l’Udinese a San Siro: il portoghese al momento della sostituzione è stato sommerso di fischi da parte di tutto il Meazza. Ma dietro c’è molto di più. La pubalgia se l’è portata dietro da dicembre, senza mai risolverla davvero, costringendolo anche a fermarsi. E quando giochi così, con questo problema, non sei mai al 100%.
Poi c’è il contesto: è stato spesso spostato fuori ruolo, lontano dalla fascia sinistra, dove fa la differenza. E quando perdi sia la condizione fisica sia il contesto giusto, diventa tutto più complicato. Il suo nome è finito inevitabilmente al centro di rumors di calciomercato, una sua cessione questa estate inizia ad essere un argomento molto acceso.
A dire la sua sull’argomento ci ha pensato Carlo Pellegatti, di seguito le sue parole:
LEGGI QUI – Rimanere tanto al Milan? Sentite la risposta di Bartesaghi!
“I colleghi della Gazzetta dello Sport sono sempre molto ben informati e soprattutto sono sempre molto in contatto con il management, con i vertici del management del Milan e quindi se escono con questo titolo indubbiamente hanno avuto notizie in questo senso. Non è una novità. Abbiamo già dato Leao come un giocatore che il Manchester United desidererebbe avere. La novità è che forse ci sono interessamenti da parte della AL Hilal. Tendenzialmente Leao non vorrebbe andare a giocare nel calcio arabo, dove c’è per esempio il suo compagno Theo Hernandez, dove c’è come allenatore fra gli altri anche Simone Inzaghi, ci sono insomma tanti giocatori importanti, ma vorrebbe rimanere in Europa. Non riesco a capire perché il Milan non smentisca la notizia dei colleghi della Gazzetta dello Sport perché mancano tre giornate. Leao non sarà certo contento di leggere queste cose”.
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