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Dalla Champions alla situazione societaria fino alla contestazione: le parole di Allegri in conferenza

Massimiliano Allegri ha parlato ai microfoni della conferenza stampa. Ha parlato dell’obiettivo Champions, delle contestazioni alla società, del suo futuro e della partita di domani.

Di seguito le sue parole.

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Un messaggio ai tifosi?

“I tifosi vanno solo ringraziati: dall’inizio della stagione sono sempre stati presenti e lo stadio è stato quasi sempre pieno, facendoci sentire il loro sostegno in ogni momento.

Anche domani sarà fondamentale il loro aiuto, in una partita importante e complicata. Abbiamo lavorato bene durante la settimana e vogliamo tornare alla vittoria in casa, che manca da un po’.”

Come sono stati giorni dopo Reggio Emilia?

“Non si può pensare che in pochi giorni cambi la condizione fisica: in questa fase conta soprattutto l’aspetto mentale. Non bisogna perdere convinzione, voglia ed entusiasmo.

Serve coraggio, come già visto contro Genoa e Cagliari, e massima concentrazione solo sulla partita di domani, senza disperdere energie altrove. Anche l’Atalanta ha i suoi obiettivi e sarà una gara complicata.

La partita di Reggio Emilia è stata particolare: il gol preso subito a inizio secondo tempo era evitabile e ha condizionato tutto il resto.”

Quanto è importante il fattore psicologico?

“In questi momenti non servono troppe parole: bisogna solo lavorare. Abbiamo fatto una buona settimana di allenamenti.

L’Atalanta non è assolutamente una squadra scarica, anzi è molto forte. Per questo servirà una prestazione di alto livello per ottenere il risultato.”

E’ preoccupato?

Non sono preoccupato. Bisogna cercare di vedere le cose in modo positivo. Dopo una sconfitta come quella di Sassuolo è normale che tutto sembri più negativo di quanto sia realmente.

Abbiamo ancora il destino nelle nostre mani: il calcio è così, in 90 minuti può cambiare tutto. Detto questo, comunque vada domani, non ci sarà ancora nessun verdetto matematico né in un senso né nell’altro.”

Come pensi di riattivare il reparto d’attacco?

“Quello che è stato fatto non possiamo cambiarlo, domani inizia un mini campionato di 3 partite, se faremo dei buoni risultati andremo in Champions, altrimenti no.

Poi domani deciderò al formazione, ho bisogno di tutti, tranne Modric e Tomori, sono tutti disponibili.

Domani giocheranno giocatori con più stimoli?

“Oggi abbiamo l’ultimo allenamento e domani la rifinitura sui calci piazzati, poi farò le mie valutazioni.

Le partite sono lunghe e spesso l’ultima mezz’ora i cambi fanno la differenza. In ogni caso tutti devono restare dentro la gara, perché siamo in un momento decisivo della stagione.”

Che clima c’è a Milanello?

“Dentro Milanello abbiamo lavorato bene per tutto l’anno. Poi è normale che ci siano momenti in cui i risultati arrivano o meno: nel girone di ritorno sono mancati e ora sta a noi cambiare questa tendenza.

Possiamo farlo solo noi.”

Gimenez è più compatibile con Pulisic, Leao o Nkunku davanti?

“Ma se giocherà Gimenez, avrà uno o due giocatori che gli ruoteranno attorno.”

Domani sarà una partita decisiva?

“Domani è una partita decisiva perché siamo nelle ultime giornate e ne mancano poche. In questo momento non ha senso perdere energie a cercare spiegazioni: bisogna solo restare concentrati sul campo.

Le valutazioni si faranno a fine stagione. Ora tutta l’attenzione deve essere sulla gara di domani, poi si guarderà la classifica e subito dopo ci sarà un’altra partita complicata a Genova.”

Rivedremo Modric, almeno contro il Cagliari?

“Modric, anche se dovesse tornare a lavorare a Milanello, difficilmente sarà disponibile per l’ultima giornata.”

Da quando il sogno scudetto si è allontanato, la motivazione è calata?

“È difficile entrare nella testa di tutti, ma abbiamo una grande responsabilità: portare il Milan in Champions e dobbiamo fare tutto il possibile per riuscirci.

Il gruppo partito a luglio farà sicuramente parte anche della prossima stagione: serve voglia, convinzione e senso di responsabilità per raggiungere questo obiettivo.

Per il tridente vedremo domani.”

Sulle contestazione su Furlani e la società:

“A livello dirigenziale e con la società c’è confronto, ed è normale che non sempre si sia tutti d’accordo, ma l’obiettivo resta comune: arrivare in Champions.

Domani abbiamo bisogno dei tifosi: solo tutti insieme possiamo provare a raggiungere un traguardo difficile. Ora l’unica cosa che conta è concentrare tutte le energie sulla partita.”

Hai vissuto delle grandi società tra Milan e Juve, questa società ha quella grande mentalità?

“Non sono mai stato da solo: in ogni incontro c’è sempre stato confronto con la società, con l’obiettivo di mettere la squadra nelle condizioni di ottenere risultati e restare sostenibile.

Sono cambiati tanti giocatori e non è stato semplice, anche perché diversi arrivano da campionati stranieri. Credo comunque sia stata costruita una buona base: si poteva fare meglio o peggio, ma ciò che conta ora è che il Milan possa tornare a giocare in Champions il prossimo anno.”

Quando lei parla di compattezza del club, dice la verità ai tifosi?

“Quest’anno abbiamo lavorato bene, anche se nell’ultimo periodo sono mancati i risultati. Ora serve l’aiuto dei tifosi, perché tutti insieme dobbiamo provare a riportare il Milan in Champions.

Nel club ci sono confronti e idee condivise, ma la cosa più importante è lavorare sempre per il Milan. Qui passa tutto il resto, ma resta il club con la sua storia e il suo DNA.

Se a fine stagione saremo tra le prime quattro vorrà dire che il lavoro è stato buono e che c’è una base importante per migliorare ancora. L’obiettivo collettivo deve restare uno solo: riportare il Milan in Champions.”

Come sei intervenuto psicologicamente sui giocatori?

“I giocatori hanno sempre lavorato al massimo fin dall’inizio della stagione e anche nell’ultimo allenamento hanno dimostrato grande impegno. È normale però che durante l’anno ci siano momenti di difficoltà per vari motivi.

Ora però l’unica cosa che conta è la partita di domani, che è la più importante.”

Su Jashari e Ricci:

“Sono due giocatori molto affidabili. Jashari è stato un buon investimento della società, ma ha avuto un infortunio e si è trovato davanti un giocatore come Modric, oltre al fatto che era al primo anno in Italia con ritmi e un calcio diversi.

Ricci invece ha dimostrato grande affidabilità, sia quando parte dall’inizio sia a gara in corso.”

Sulla possibile chiamata da CT della Nazionale:

“Non è un tema a cui ho pensato, perché quando ci sono problemi li affronto sul momento. Adesso la cosa più importante è il Milan, sia per questo finale di stagione che per il futuro.

Abbiamo lavorato 10 mesi con grande impegno e rispetto reciproco con tutte le persone che ci permettono di rendere al meglio. Io penso solo a restare il più a lungo possibile al Milan.”

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