Difensore leader, uomo spogliatoio e punto di riferimento per compagni e tifosi, Simon Kjaer è diventato negli anni uno dei giocatori più rispettati della Serie A. Ma è proprio con il Milan che ha vissuto il momento più importante della sua carriera, culminato con la conquista dello Scudetto del 2021 sotto la guida di Stefano Pioli.
“Il Milan è stato un sogno”
Nel corso di una lunga intervista rilasciata a Milan Vibes, l’ex capitano rossonero ha ripercorso i suoi anni al Milan, parlando con grande emozione del legame ancora fortissimo con il club.
LEGGI ANCHE – Ordine confronta Milan e Inter: “La vera differenza è una”
“Tifo due squadre”
Parole che raccontano perfettamente quanto l’esperienza rossonera abbia lasciato un segno profondo nella vita del difensore danese, ancora oggi molto legato all’ambiente milanista anche dopo il ritiro dal calcio giocato.
Ripensando allo Scudetto vinto nel 2021, Kjaer ha ammesso di provare ancora emozioni fortissime.
“Credo sia stata una delle giornate più belle della mia vita, emozioni che mi rimangono per sempre. Il Milan è stato un sogno, lo Scudetto è stato un sogno”.
I simboli di quel Milan
Nel corso dell’intervista, Kjaer ha parlato anche delle persone che più hanno inciso durante la sua esperienza rossonera, soffermandosi soprattutto su Paolo Maldini e Zlatan Ibrahimovic.
Dell’ex direttore tecnico ha elogiato soprattutto le qualità umane e la capacità di essere un riferimento quotidiano all’interno del club.
“Paolo Maldini come persona è la prima cosa: con un essere umano devi stare a stretto contatto ogni giorno”.
Su Ibrahimovic, invece, Kjaer ha raccontato quanto la mentalità dello svedese lo abbia colpito e aiutato nella crescita personale e professionale.
“Zlatan magari a volte non è così simpatico, ma come persona, mentalità e voglia di vincere non ho mai visto una cosa del genere. Ho imparato tantissimo da lui. È un animale”.
“Ho smesso dopo aver realizzato il mio sogno”
Kjaer ha poi spiegato come la vittoria dello Scudetto con il Milan abbia rappresentato il punto perfetto per chiudere la sua carriera.
“Ho smesso anche perché ho raggiunto il sogno di vincere con il Milan”.
L’ex difensore rossonero ha raccontato di aver scelto la famiglia e la serenità personale dopo tanti anni trascorsi lontano da casa e sotto pressione continua.
“Mi manca stare coi ragazzi, mi manca San Siro, ma non giocare a calcio”.

Parole sincere che mostrano la lucidità con cui il danese ha affrontato la decisione di ritirarsi.
La famiglia e i consigli ai giovani
Nel corso della chiacchierata, Kjaer ha parlato anche dell’importanza della famiglia nella vita di un calciatore, definendola la base di tutto.
“La famiglia per me è tutto anche nel calcio: rispetto, voglia di lavorare, voglia di essere compagno”.
Ha poi raccontato con orgoglio che anche i suoi figli giocano in difesa, seguendo in parte le sue orme calcistiche.
Spazio anche a un messaggio rivolto ai giovani calciatori, con una riflessione molto profonda sul tema della pressione nel calcio moderno.
“Il consiglio è non avere rimpianti: quando vai in campo devi andare a mille e non pensare a nulla”.
Kjaer riparte dal Midtjylland
Dopo il ritiro, Kjaer ha iniziato una nuova esperienza dirigenziale con il Midtjylland, club al quale è molto legato.
L’ex rossonero ha spiegato come il progetto della società danese lo abbia colpito soprattutto per l’attenzione riservata alla crescita umana oltre che sportiva dei ragazzi.
“Si pensa prima all’uomo e poi al calciatore”.
Kjaer ha infine sottolineato l’importanza degli investimenti fatti dalla nuova proprietà in strutture, centro sportivo e settore giovanile, elementi che testimoniano la volontà del club di continuare a crescere e innovarsi nel tempo.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok,YouTube e X
