Dopo la sconfitta di ieri, il Milan non è riuscito a qualificarsi alla prossima Champions League. Un risultato pesante che apre a scenari molto importanti dentro la società rossonera.
In queste ore si parla infatti di una vera e propria rivoluzione. Il club starebbe pensando a grandi cambiamenti, sia in panchina che nei ruoli dirigenziali. L’idea sarebbe quella di ripartire da zero o quasi, per tornare a competere ai massimi livelli.
Tra le ipotesi circolate c’è quella di un allenatore “alla Fabregas”. In questo senso, sembra invece essere escluso Antonio Conte. Anche per la panchina, quindi, si va verso una scelta diversa rispetto al passato.
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Non solo allenatore: potrebbero cambiare anche diversi dirigenti. Si parla di possibili addii per Tare e Furlani, mentre l’idea di un ritorno di Galliani sembra non prendere quota. In più, anche il futuro di Allegri viene escluso dal progetto.
Un altro tema importante riguarda i giocatori. Tra i nomi più discussi c’è quello di Leao, che potrebbe finire sul mercato in caso di offerte importanti. Segno che nessuno sembra davvero intoccabile.

Nel frattempo, la società potrebbe vedere un ruolo sempre più centrale di Gerry Cardinale, con Zlatan Ibrahimović pronto a diventare una figura chiave nella nuova organizzazione del Milan.
Sulla situazione è intervenuto anche Fabio Capello, che alla Gazzetta dello Sport ha detto parole molto chiare: “Ora si deve fare una bella riunione per capire che cosa si vuole fare e dove si vuole andare. Tutto il girone di ritorno dei rossoneri non è stato bello e questo è un aspetto che va analizzato. Rivoluzione? Sì, ma a patto che alla base ci siano delle idee, perché altrimenti è inutile fare le rivoluzioni. Si deve innanzitutto capire dove mettere le mani, e non sarà un lavoro semplice. Aggiungo una sola cosa: da quando sono andati via dalla società Maldini e Massara si è visto poco Milan. E credo di essermi spiegato“.
Le parole di Capello riportano anche al passato recente, con il riferimento a Maldini e Massara: da quando hanno lasciato il Milan, secondo molti, il club ha perso una parte importante della sua identità. Ora, prima di parlare di rivoluzione, serve capire davvero da dove ripartire.
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