Il Milan conclude la stagione come peggio non poteva fare, da un punto sportivo e societario. La partita da dentro o fuori contro il Cagliari, fallita, è di fatto stata solo il preludio di una tempesta dirigenziale che, ancora ad oggi, presenta egli importanti strascichi. Difatti a 10 giorni dall’inizio del Mondiale, a 14 giorni dal termine del tempo per iscriversi in Serie A, il Diavolo non ha ancora: un allenatore, un direttore sportivo e un amministratore delegato. L’esonero in tronco di Allegri, Furlani, Tare e Moncada ha causato questo attuale vuoto societario che, almeno per il momento, sembra ben lontano da una risoluzione in tempi brevi.
Sul Milan e sulle questioni più calde a lui inerenti, si è soffermato l’ex rossonero Alessandro Florenzi. Per lui quattro stagioni al Milan con uno Scudetto ed una Supercoppa all’attivo. L’ex terzino dunque ha parlato su Repubblica del momento particolare attorno al Milan, menzionando varie figure, da Maldini ad Ibrahimovic passando per Leonardo.

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Queste le sue parole:
“Il Milan ha avuto un calo nel girone di ritorno, è difficile spiegare perché è successo. San Siro sa diventare il dodicesimo uomo, ma non è semplice giocare lì. Servono giocatori di personalità e un gruppo unito. Sulla questione societaria? Innanzitutto bisogna capire quale è il ruolo di Zlatan, quello che gli si chiede. Dopodiché uno che ha fatto calcio a quei livelli sa come si sta in campo, come si sta in un gruppo, come si può creare qualcosa di bello e vincente. Se è la scelta corretta lo dirà solo il tempo. In questo mondo non c’è memoria: quello che è successo ieri, domani viene dimenticato. Il prato verde dà le risposte.
I tifosi rivogliono Maldini in società? Se nel 2022 non avessimo vinto lo scudetto le persone avrebbero avuto la stessa opinione del Paolo dirigente? Per me è un illuminato anche in quella veste, uno come Sabatini e Leonardo. Però funziona così: i risultati ti dicono se sei giusto oppure no, nonostante questa cosa non mi piaccia. Conta quello che lasci nelle persone con cui ti confronti. Ci sono allenatori che mi hanno lasciato tanto, pure se alla fine non abbiamo vinto niente”.
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