PRIMA PAGINA

Stellini risponde a De Bruyne: “A Napoli servono esempi, Modric al Milan è stato un modello”

Continuano a far discutere le parole di Kevin De Bruyne sul Napoli e sull’addio di Antonio Conte, commentate nelle ultime ore anche dal suo vice Cristian Stellini, intervenuto al Corriere dello Sport con dichiarazioni piuttosto dirette.

Nel suo intervento, Stellini ha analizzato il tema dell’inserimento di giocatori esperti in contesti complessi come quello partenopeo, sottolineando come non sia sufficiente il solo curriculum per incidere positivamente su un gruppo.

«Forse ha poco senso che a Napoli arrivino giocatori che hanno 33 anni con un passato importante e che pensano all’estetica piuttosto che al risultato di una stagione», ha dichiarato Stellini. «Se devono arrivare giocatori di questa esperienza, che almeno servano ai giovani come esempio di entusiasmo e gioia di vivere una piazza come Napoli. Lui non mi ha trasmesso né gioia né entusiasmo».

La frecciata di Stellini a KDB

Il tecnico ha poi aggiunto un augurio personale nei confronti del centrocampista belga: «Gli auguro in futuro di vivere esperienze più simili a ciò che vuole lui, magari già in Nazionale con Garcia».

Le parole hanno inevitabilmente acceso il dibattito, soprattutto per il riferimento al ruolo e all’impatto dei giocatori di esperienza nei grandi club europei. In questo contesto, Stellini ha voluto anche tracciare un paragone con quanto osservato in casa Milan nella scorsa stagione, citando Luka Modrić come esempio positivo.

«Sono rimasto molto colpito nella passata stagione di come si è inserito al Milan, guidando i compagni con leadership ed entusiasmo pur giocando in una squadra che ha espresso un calcio molto pragmatico, ottenendo buonissimi risultati e senza mai dare giudizi su dirigenza ed allenatore», ha spiegato.

Un modello, quello del centrocampista croato, che secondo Stellini rappresenta perfettamente il concetto di professionismo richiesto ai giocatori di alto livello: capacità di adattarsi, guidare il gruppo e contribuire al rendimento della squadra senza creare tensioni interne.

«Essere professionisti significa anche essere in grado di capire cosa serve che tu faccia per rendere l’ambiente in cui lavori il migliore possibile, dando l’esempio», ha concluso.

Seguici anche sui nostri profili InstagramFacebookTik Tok,YouTube e X