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Ordine, torna l’ipotesi Rangnick: il retroscena e i dubbi sul progetto

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Sono giorni di grande incertezza in casa Milan, con il club che si trova ancora in una fase di profonda transizione. Dopo le recenti scelte societarie e il riassetto interno, la società rossonera è ancora senza una guida tecnica stabile e con diversi ruoli dirigenziali chiave non ancora definiti. In questo contesto di vuoto decisionale, tornano a circolare nomi già conosciuti nell’ambiente milanista, tra cui quello di Ralf Rangnick, profilo che in passato era stato molto vicino a sedersi sulla panchina rossonera.

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Il ritorno del nome Rangnick e un progetto che divide

Secondo quanto trapela, la proprietà starebbe valutando nuovamente la possibilità di un progetto legato all’ex Lipsia, con l’idea di costruire un modello strutturato e sostenibile nel medio-lungo periodo. Tuttavia, l’ipotesi divide e riporta alla memoria una delle fasi più particolari della recente storia del club, quando il suo arrivo sembrava praticamente definito prima della conferma di Stefano Pioli.

Il retroscena: il ricordo di Franco Ordine

A commentare la situazione è stato Franco Ordine, intervenuto sul canale YouTube di Carlo Pellegatti, che ha ripercorso proprio quel periodo e le dinamiche che portarono al mancato approdo del tecnico tedesco-austriaco.

“Non è una novità per noi che abbiamo vissuto l’epoca in cui Rangnick era obiettivamente molto vicino al Milan. In quel caso commise l’errore di iniziare a rilasciare interviste sulla sua idea di progetto, soprattutto ai media tedeschi. A quel punto intervenne Paolo Maldini e si arrivò alla scelta di confermare Pioli, con la stagione che poi ripartì in modo positivo dopo il Covid”.

La filosofia di Rangnick tra giovani e sostenibilità

Il giornalista ha poi sottolineato come quel momento rappresenti ancora oggi un punto di svolta nella gestione del club, con una scelta che portò il Milan a intraprendere un percorso diverso rispetto a quello inizialmente immaginato.

Ordine ha anche descritto nel dettaglio la filosofia calcistica di Rangnick, basata su un modello molto preciso e orientato alla sostenibilità.

“Rangnick vuole una programmazione stile Salisburgo, basata su giovani, valorizzazione e plusvalenze”.

rangnick

I dubbi sul contesto attuale del Milan

Un approccio che, se da un lato garantisce una struttura chiara e un’identità organizzativa forte, dall’altro richiede stabilità, tempi lunghi e una linea societaria estremamente compatta. Ed è proprio su questo punto che emergono i dubbi principali.

Secondo Ordine, infatti, il contesto attuale del Milan non sarebbe il più adatto per un’operazione di questo tipo. La mancanza di una catena di comando definita e la situazione ancora fluida a livello dirigenziale renderebbero complicato l’avvio di un progetto così rigido e strutturato.

“Ma oggi, in un contesto così confuso e senza una struttura forte e definita, sarebbe un altro errore”.

Rangnick sullo sfondo: un’idea ancora lontana

In attesa di capire quale direzione prenderà il club nelle prossime settimane, il nome di Rangnick resta quindi sullo sfondo: un’idea che riemerge ciclicamente, ma che al momento appare ancora lontana da una reale concretizzazione.

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