Intervistato da Billboard Italia, l’attaccante del Milan, Santiago Giménez si è espresso così su alcuni temi, tra cui le origini del suo soprannome e l’esperienza in rossonero. Il messicano è stato intervistato insieme a Ernia, noto cantante apparso di recente nelle principali pagine milaniste dopo aver modificato, durante dei concerti, il ritornello della sua canzone, “Berlino”, trasformandolo sulla base di una parodia popolare sui social dedicata a Youssouf Fofana. Questo un estratto delle di Giménez:
“Il mio soprannome? La storia è davvero divertente. È stata la mia famiglia a darmelo, perché ero un neonato davvero grande. La traduzione di Bebote è proprio ‘grande bebè’. Un amico di mio padre, giornalista televisivo, quando segnai il mio primo gol in Prima Divisione urlo: ‘Gol del Bebote!’. Da quel momento tutti, non solo i miei familiari, hanno iniziato a chiamarmi così”.
Che rapporto hai con lo stadio San Siro?
“Credo che sia uno degli stadi più importanti della storia del calcio. Però ciò che lo rende speciale davvero è il pubblico. I tifosi del Milan sostengono la squadra dal primo al novantesimo minuto. E anche prima e dopo la partita. Poi da quando ero bambino io tifo Milan e trovarmi a giocare in quello stadio che potevo vedere solo in televisione, significa molto per me. I tifosi mi hanno accolto con tanto affetto e, nonostante non abbia reso ancora come avrei voluto, continuano a spingermi e a fidarmi di me. Come una famiglia”.
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Ricordi qualcosa del tuo primo gol a San Siro?
“Non lo dimenticherò mai. Credo che sia stato, tra l’altro, contro la mia ex squadra, il Feyenoord, in Champions League. Infatti, ricordo che ho provato delle emozioni molto intense e contrastanti”.
Sul giocatore del Milan che ti ha ispirato di più:
“Io scelgo Kakà, perché fin da bambino l’ho sempre ammirato e perché condividiamo una profonda fede”.
Quali sarebbero i tuoi pensieri se dovessi affrontare un compagno di squadra del Milan ai Mondiali?
“Ho sempre pensato che nel momento in cui qualcuno indossa una maglietta diversa dalla mia, smette di essere un mio compagno. Diventa un avversario, un ‘nemico’. È guerra (ride, ndr.). La vivo come una cosa normalissima da calciatore”.
Quale sarà la Nazionale vincitrice del Mondiale?
“Vincerà il Messico e sarò il capocannoniere (ride, ndr.)“.
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