Il Milan del futuro prende forma lontano dai riflettori del mercato e dalle tradizionali gerarchie del calcio italiano. Secondo quanto appreso dalla nostra redazione, il progetto immaginato da Gerry Cardinale punta infatti a una struttura manageriale innovativa, ispirata a modelli già diffusi in diversi club internazionali, nella quale non sono previste alcune delle figure storicamente centrali nell’organigramma sportivo: niente amministratore delegato con deleghe calcistiche, nessun direttore tecnico e, soprattutto, nessun direttore sportivo nel senso tradizionale del termine.
L’idea del patron rossonero è quella di costruire un team strategico composto da specialisti in aree ben definite, capaci di collaborare tra loro attraverso un processo decisionale condiviso e supportato dai dati.
Le figure che comporranno il Milan
L’area scouting e analisi dei dati sarà affidata a Gardiner, che avrà il compito di guidare la ricerca dei talenti e sviluppare i processi decisionali basati sulle informazioni raccolte dai dipartimenti di analisi. Una figura sempre più centrale nel calcio moderno, dove la valutazione dei giocatori passa attraverso una combinazione di osservazione diretta e strumenti statistici avanzati.
Un ruolo chiave sarà ricoperto anche da Almstadt, destinato a diventare il punto di riferimento per il mercato. La sua funzione di Director of Transfer Market lo porterà a gestire trattative, negoziazioni e strategie di investimento, assumendo di fatto molte delle responsabilità tradizionalmente attribuite a un direttore sportivo.
All’interno del progetto avrà un’importanza crescente anche Jovan Kirovski. L’ex dirigente dei Los Angeles Galaxy continuerà a occuparsi del Milan Futuro, ma svolgerà anche un ruolo di consulenza per la prima squadra, favorendo il collegamento tra il settore di sviluppo dei giovani talenti e il gruppo principale.
Per quanto riguarda il vivaio, la responsabilità sarà affidata a Vergine, chiamato a guidare il settore giovanile rossonero e a consolidare un percorso che negli ultimi anni ha prodotto risultati significativi sia a livello nazionale sia internazionale.
Infine, una delle novità più rilevanti riguarda il ruolo dell’allenatore. Nel modello immaginato da Cardinale, Amorim non sarebbe soltanto il tecnico della prima squadra, ma una figura con caratteristiche manageriali, coinvolta nelle decisioni strategiche e nella costruzione dell’identità sportiva del club. Un approccio che richiama il modello anglosassone del manager, più influente rispetto all’allenatore tradizionale del calcio italiano.
Se il progetto dovesse consolidarsi, il Milan potrebbe diventare uno dei primi grandi club italiani a superare definitivamente il modello classico del direttore sportivo, affidandosi a una governance sportiva basata sulla collaborazione tra specialisti e sull’utilizzo strategico dei dati.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok,YouTube e X
