Il Milan che conosciamo oggi è una storia ancora da scrivere e da comprendere a pieno sotto una nuova guida tecnica.
La squadra che abbiamo amato la stagione del diciannovesimo scudetto ha salutato gran parte dei suoi interpreti. Gli unici rimasti in rosa sono Maignan, Tomori e Saelemakers. Tre giocatori simbolo per ragioni diverse: la resilienza di Saelemaekers che è tornato al Milan con la voglia di esser un jolly. Da esterno a seconda punta a seconda dei bisogni tattici di Amorim.
La voglia di redenzione per Maignan che nella scorsa stagione si è confermato sui livelli della sua prima stagione al Milan, dopo un periodo grigio per lui e per la sua storia rossonera. L’imminente addio in direzione Inghilterra bloccata dal desiderio di riprendersi il Milan.
Ultimo non per importanza la rinascita per Tomori. Difensore che ha vissuto gli anni migliori della sua carriera fino ad un fatale infortunio che ha colpito la precisione dei suoi interventi che ultimamente risultano troppo aggressivi per le sue qualità perse. Un addio imminente e la riconferma in rosa, un’ultima possibilità di riprendersi il Milan e ritornare come una fenice che è stata dormiente nelle ultime stagione.
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Ad oggi questa rosa ha a disposizione nuovi interpreti, nuovi visi, e caratteristiche ancora da conoscere appieno. Amorim ha il duro compito di ritrovare una squadra e scriverci sopra le sue idee.
Questo inizio di stagione ci ha fatto vedere molti giocatori in più di un ruolo diverso. Da Rabiot nei due a centrocampo e dietro alla punta, Saelemakeers sfruttato come trequartista dopo esser stato sfruttato più come quinto di centrocampo. Le due seconde punta hanno visto accasarsi in quel ruolo anche Loftus Cheek, Cissè, oltre a Pulisic e in certe occasioni anche Moreira e Chukwueze.
Una quantità ampia di giocatori capaci di giocare dietro alla punta, ma che mettono in difficoltà Amorim nella scelta di due interpreti fissi in quella zona. A parlare di questo problema del Milan è il direttore di TeleLombardia Fabio Ravezzani nel suo canale YouTube:
“Evidentemente si tratta di avere pazienza, come chiede a Amorim. Bisogna però anche sottolineare che il Milan che lui sta mettendo in campo è un Milan abbastanza contraddittorio”.
“Per certi versi in attesa di trovare la squadra dominante cambiano spesso e volentieri gli interpreti e cambiano i ruoli. Intanto è scomparso Pulisic che è un vero mistero”.
“Poi troviamo Rabiot che anziché giocare a centrocampo una volta viene avanzato, un’altra volta invece c’è Loftus-Cheek, una volta troviamo Bartesaghi sulla sinistra”.
“Un’altra volta troviamo Estupiñan, una volta vediamo Chukwueze, questa volta abbiamo visto Moreira. Insomma c’è parecchia confusione e questo non agevola ovviamente una squadra che deve trovare al suo interno dei punti di riferimento”.
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