Amorim è entrato nel mondo Milan con le idee chiare, dal mercato fino al rettangolo di gioco con grande decisione.
La sua storia la conosciamo bene, dallo Sporting, fino al Manchester United, dedizione e tanta testardaggine sulle sue idee di gioco. In alcuni casi lo hanno premiato, come accaduto in Portogallo, meno per quanto riguarda al Manchester United, dove le sue idee si sono scontrate contro una realtà complessa come quella dei Red Devils.
Al Milan la sua storia è ancora da scrivere, ma l’inizio ha dato ragione ad Amorim, che ha avuto il totale appoggio da parte della proprietà e di Gerry Cardinale. Il proprietario del Milan ha ascoltato e promosso le idee del portoghese.
Dall’attacco alla difesa con le idee chiare su quali giocatori portare in rossonero. Una squadra costruita su un’identità chiara e idee che nel tempo si svilupperanno in positivo, come dimostrato dalle prime tre uscite stagionali.
Il Milan infatti esce da Torino a testa relativamente alta, tre punti persi, ma uno guadagnato. Amorim ha sofferto una Juve propositiva senza abbassarsi più del dovuto, come spesso è capitato con il Milan nella scorsa stagione.
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La squadra allenata da Allegri si è dimostrata una gatta da pelare nella prima metà di stagione. A lungo andare è crollata su se stessa, senza aver trovato una soluzione ideale, soprattutto in zona gol, che li potesse aiutare a risalire da un baratro raggiunto all’ultima giornata contro il Cagliari.
Amorim ora sta cercando di sovrapporre le idee di Allegri per ridare nuove energie e idee alla formazione rossonera.
A parlare di questo nuovo cambio tattico e mentale è il giornalista Stefano Borghi sul suo canale YouTube:
“Il Milan ha cambiato identità. Ha cambiato nel profondo i propri concetti di gioco, la propria anima. I propri metodi di preparazione ed è andato su un calcio completamente opposto rispetto a quello che proponeva l’anno scorso”.
“Per cui è normale che ci sia tanto lavoro da fare. Tra l’altro, per il Milan, che era partito con due vittorie importanti per mantenere alto il morale, era il primo vero stress test”.
“Per cui questa cosa di annotare sul taccuino le cose da migliorare e trovarne molte di più rispetto a quelle già fissate, io credo sia assolutamente normale”.
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