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Il difensore diventa fondamentale: quando esce la squadra soffre

milan atalanta

Dopo appena tre giornate di Serie A, un dato sembra già emergere con grande chiarezza in casa Milan: Mario Gila è diventato una pedina fondamentale per gli equilibri della squadra. L’estate rossonera ha portato diversi volti nuovi a Milanello, ma nessuno sembra aver inciso sul rendimento generale quanto il difensore spagnolo.

Un impatto che, a ben vedere, non sorprende. Gila era già conosciuto per qualità tecniche, personalità e capacità di lettura del gioco, ma c’è un altro elemento che ha fatto la differenza: l’ex Lazio ha avuto la possibilità di iniziare il lavoro con il nuovo gruppo fin dal primo giorno di raduno. Due mesi di preparazione agli ordini dello staff tecnico gli hanno permesso di assimilare rapidamente i meccanismi della squadra e di presentarsi al via del campionato già pienamente inserito nel progetto.

Le prime tre partite hanno confermato quanto il suo peso sia diventato rilevante. Il Milan ha incassato soltanto due reti, entrambe arrivate a Torino e, soprattutto, entrambe in momenti in cui Gila non era in campo. Un dato che inevitabilmente fa riflettere.

Alla prima giornata, contro il Torino, e poi alla terza, nel big match contro la Juventus, l’uscita dal campo del centrale spagnolo ha coinciso con un evidente calo della solidità difensiva rossonera. In entrambe le circostanze la squadra ha finito per abbassarsi sensibilmente, concedendo maggiore campo agli avversari.

Non è possibile stabilire con certezza un rapporto di causa-effetto sulla base di sole due partite, ma la coincidenza è abbastanza significativa da accendere i riflettori sulla profondità della rosa.

Gila insostituibile per la Rosea

La Gazzetta dello Sport ha posto proprio questo aspetto in primo piano, sintetizzando la situazione con un titolo eloquente: “Insostituibile. Quando esce Gila, il Milan soffre. La difesa è corta”. Il problema, dunque, non sarebbe soltanto rappresentato dal rendimento del giocatore, ma dalla difficoltà di trovare un’alternativa dello stesso livello quando lo spagnolo non è disponibile.

Ed è proprio qui che potrebbe aprirsi uno dei principali interrogativi della stagione rossonera. Un campionato lungo, con impegni ravvicinati e inevitabili squalifiche, infortuni e cali di forma, impone infatti di avere alternative affidabili in ogni reparto. Affidarsi eccessivamente a un solo centrale potrebbe diventare rischioso nel lungo periodo.

Per questo motivo, lo sguardo del Milan sarebbe già rivolto alla prossima finestra di mercato. A gennaio il club potrebbe tornare a intervenire per rinforzare il reparto arretrato e aumentare le rotazioni a disposizione dell’allenatore.

Tra i nomi accostati ai rossoneri torna quello di Gonçalo Inácio, difensore portoghese dello Sporting, indicato come possibile obiettivo per rendere più profonda e competitiva la difesa.

La stagione è appena iniziata, ma una certezza sembra già esserci: il Milan ha trovato in Mario Gila un leader della propria retroguardia. Adesso dovrà fare in modo che l’assenza dello spagnolo non rappresenti un problema. Perché se il rendimento della squadra cambia così drasticamente quando il suo numero 1 della difesa lascia il campo, la necessità di trovare una soluzione alternativa potrebbe diventare una delle priorità del prossimo mercato.

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