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ESCLUSIVA – Dal nuovo uso del VAR, al giocatore pronto a prendersi la scena, fino ai giovani italiani del Milan. L’intervista a Gabriele Giustiniani

Certe volte il calcio sa esser noioso e forviante, alle volte bastano solo le parole giuste al posto giusto, come ci sta ricordando il buon Amorim con il suo Milan.

Una visione del calcio moderna che da riferimento diretto ad un calcio più propositivo e diretto come quello fuori dai confini italiani, senza troppi giri di parole. Cultura assimilata e contemporaneamente commentata da Gabriele Giustiniani.

L’attuale telecronista di Dazn e una delle voce principali del campionato spagnolo ha iniziato la sua carriera giornalistica ai microfoni di Fox Sports, ex ramo di Sky Sport, a commentare le partite dei vari campionati europei.

In esclusiva ad AllMilan ci parla Gabriele Giustiniani dal nuovo utilizzo del VAR, fino a calcare un campo complessi come l’uso dei giovani in Italia. Lui che ha potuto commentare l’esordio in Liga di un certo Lamine Yamal in Barcelona – Real Betis 4-0, diventando il più giovane esordiente dei blaugrana a 15 anni e 9 mesi.

L’utilizzo del VAR in questa stagione di Serie A è ridotto all’osso. Il primo calcio di rigore, dopo revisione VAR è stato assegnato in Genoa – Frosinone, la 32esima partita di tutta la Serie A. In paragone alla Spagna che tu commenti come valuti le differenze e cosa ne pensi della sua gestione?

“Mi piace tantissimo la nuova linea. Credo che il calcio stesse prendendo una piega noiosa con tutte le perdite di tempo precedenti. Le furbizie avevano superato il gioco. Così si son rimesse le cose apposto e secondo me non è un caso che soprattutto in Italia il ritmo si sia alzato”.

Hai un’opinione in merito ad Amorim, sopratutto in merito alla sua evoluzione tattica riscontrata dopo la sconfitta contro il Benfica, pensi sia cambiato al momento giusto?

“Penso che ad Amorim debba esser dato tempo. Ma credo anche che sia l’allenatore che deve adattarsi ai giocatori e non continuare a perseverare. Al Milan manca qualche assaltatore, un esempio è Musah. Ottimo giocatore, ma non può essere più indispensabile di Modric. C’è qualcosa che non va”.

C’è un giocatore che ti sta ispirando fiducia in questo Milan, che potrebbe crescere durante la stagione a livello di prestazioni e minutaggio?

“Per me Diego Morerira; lui deve partire titolare sempre. Si vede che è un giocatore diverso. Basta metterlo nelle condizioni migliori”.

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La giovane leva italiana del Milan non sta collezionando molti minuti: Bartesaghi, Camarda e Comotto hanno giocato un totale di 190’ (8 minuti Camarda – 182 minuti Bartesaghi) pensi che questa scelta sia giusta in questo inizio di stagione?

“Amorim li vede durante la stagione e siamo solo all’inizio. Per me ci sta che partano dietro in questo momento. Su Bartesaghi anche qui bisogna metterlo nelle condizioni migliori altrimenti fa fatica”.

Rispetto ai giovani, tu che hai commentato spesso e volentieri il Barcelona, credi che ci sia poca fiducia in Italia nei loro confronti?

“Penso che Mancini in nazionale stia lanciando un messaggio: Fateli giocare. Spero che qualcosa faccia ‘click’ ma è un discorso molto più profondo. Gasperini per esempio lo sta mettendo in atto. Basta vedere Lulli: ci vuole coraggio, intuito… e pazienza”.

Cosa credi che abbia visto Amorim in Loftus-Cheek per farlo rimanere al Milan?

“Chiedetelo ad Amorim. Per me è un giocatore che se in forma e anche interessante. Il problema è il ruolo e la forma stessa. Entrambi latitano da un po’ di tempo”.

Lungo la stagione pensi che il Milan possa esser la squadra con più margini di crescita?

“Penso debba avere per forza dei margini di crescita, ma non so dire se sarà quella che ne avrà di più. Per ora vedo una squadra abbastanza incartata su se stessa e che deve benedire il ritorno di Pulisic. Però Amorim ha le qualità e deve avere il tempo per creare una squadra, cosa che al momento non è… Ma siamo solo a ottobre”.

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