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Shevchenko: “Quel Milan aveva 20 giocatori da grande squadra. Con Ancelotti ho vinto tanto”

Shevchenko

In occasione dello speciale realizzato da Sky Sport per i suoi 50 anni, Andriy Shevchenko si è raccontato ripercorrendo alcuni dei momenti più importanti della sua straordinaria carriera. Tra i temi affrontati non poteva mancare il ricordo del Milan e, soprattutto, di Carlo Ancelotti, l’allenatore con cui l’attaccante ucraino ha vissuto alcune delle pagine più prestigiose della sua esperienza in rossonero.

Parlando di quella squadra, Shevchenko ha ricordato con un sorriso la straordinaria qualità della rosa: «Era facile allenare quel Milan. Non voglio togliere i meriti di Carlo, ma anche lui lo diceva. Per lui era bello lavorare con noi».

L’ex attaccante rossonero ha poi sottolineato la profondità di quella formazione: «C’erano 20 giocatori da grande squadra. Potevi fare due squadre e giocare una finale». Una considerazione che fotografa bene il livello della rosa costruita dal Milan in quegli anni, capace di competere ai massimi livelli in Italia e in Europa.

Da Zaccheroni ad Ancelotti, gli allenatori della sua carriera

Nel corso dell’intervista Shevchenko ha anche ripercorso il rapporto con alcuni degli allenatori che hanno segnato la sua carriera. Il primo nome è quello di Alberto Zaccheroni, incontrato al suo arrivo in Italia.

«Quando sono arrivato in Italia il mio primo allenatore era Zaccheroni, mi ha aiutato tantissimo ad inserirmi nel calcio italiano e ha cambiato il mio modo di pensare», ha raccontato l’ucraino.

Poi il riferimento ad Ancelotti, con il quale il rapporto è stato particolarmente significativo: «Sicuramente con Carlo Ancelotti ho vinto tanto, ho tanta stima e simpatia per lui».

Shevchenko ha infine citato anche José Mourinho, con cui ha avuto modo di lavorare: «Ho lavorato anche un po’ con Mourinho, anche lui ha cose da cui apprendere. Ha vinto tante cose, mi piaceva il suo modo di lavorare».

Parole che restituiscono il ritratto di un campione che, anche a distanza di anni, considera ogni esperienza vissuta in panchina come un’occasione di crescita. Zaccheroni per l’inserimento nel calcio italiano, Ancelotti per i grandi successi e Mourinho per un diverso approccio al lavoro: tre esperienze che Shevchenko ha conservato nel bagaglio della sua lunga carriera.

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