La sicurezza nei propri mezzi non è più un segreto da anni in casa Inter. Yann Bisseck è intervenuto nel corso del Festival dello Sport organizzato da Gazzetta a Trento e ha commentato così le possibilità dell’Inter di mettersi in mostra in Italia e in Champions League.
Queste le sue parole: “In Italia siamo i più forti, ma dobbiamo dimostrarlo ogni settimana. E la Champions sì, è il nostro obiettivo. Vogliamo vincerla, il ricordo della sconfitta con il Psg brucia ancora (Fa un gesto con la mano come per allontanare una mosca, ndr). Credo che quest’anno abbiamo le possibilità per arrivare fino alla fine, poi dipenderà da noi, quando ti giochi un trofeo in una sola partita non puoi prevedere tutto, lo sappiamo bene…”.
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Sul suo ambientamento e la sua crescita nel corso degli anni in nerazzurro Bisseck ha dichiarato: “All’Inter mi sento a casa, mi hanno accolto tutti bene, dai compagni ai dirigenti fino ai tifosi. A Milano sono felice, si mangia bene. Sono qui per crescere e per imparare da tutti. Da chi ho imparato di più? Da Matteo Darmian, una persona speciale e un calciatore che gioca prima con la testa”. All’Inter Bisseck ha avuto due allenatori, Inzaghi e Chivu. Che differenze ci sono tra i due? “Simone era molto emotivo, viveva la partita come un calciatore. Se avesse potuto sarebbe sceso lui in campo”.
Poi ha aggiunto: “Con Chivu il gioco non è cambiato molto, forse siamo un po’ più offensivi. Chivu è stato bravo perché ha preso l’Inter nel momento più difficile, dopo la sconfitta nella finale di Champions League contro il Psg. Non era facile, ma lui è riuscito a darci una direzione”.
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