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Pioli racconta il retroscena con Ibrahimovic: “Entrò nel mio ufficio e mi disse…”

Stefano Pioli, ex allenatore del Milan, è intervenuto a Sky Sport raccontando alcuni retroscena del rapporto con Zlatan Ibrahimovic durante la loro esperienza in rossonero. Il tecnico ha parlato anche del legame tra lo svedese e Cristiano Ronaldo, evidenziando quanto fosse fondamentale la chiarezza nella gestione di campioni con una personalità così forte.

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“Con Ibrahimovic servivano…”

Secondo Pioli, Ibrahimovic e Cristiano Ronaldo condividono un aspetto importante nel rapporto con il proprio allenatore: la necessità di sapere sempre con chiarezza cosa aspettarsi.

“Cristiano Ronaldo e Zlatan Ibrahimovic sono molto simili nel rapporto: tu sei chiaro con me e io ti rispetto; se non sei chiaro con me, non va bene. Ma a parte questo, io ho sempre impostato il rapporto sulla chiarezza e sulla sincerità. È chiaro che con Zlatan e con Cristiano, se gli dici ‘Guarda che domani non giochi’ oppure ‘Domani giochi sessanta minuti’ e poi li togli… beh, cambia tutto, a seconda che lo fai o meno”.

Il cambio non comunicato e la reazione di Zlatan

Pioli ha poi raccontato un episodio avvenuto durante il periodo del Covid, quando il Milan giocava con grande frequenza. In una partita terminata 0-0 al primo tempo, i rossoneri riuscirono a segnare due o tre gol nei primi dieci minuti della ripresa. Il tecnico decise così di effettuare rapidamente tre sostituzioni, togliendo anche Ibrahimovic senza averlo avvisato in anticipo.

“Una volta a Zlatan non dissi una cosa in anticipo, ma fu solo per la fretta. Mi sembra fosse il periodo del Covid, giocavamo ogni tre giorni e a fine primo tempo eravamo sullo 0-0; poi invece, in dieci minuti, facciamo due o tre gol, non ricordo esattamente. Comunque faccio tre cambi veloci: tolgo Zlatan, Calhanoglu e un altro. A Zlatan non gliel’avevo anticipato”.

Il giorno successivo Ibrahimovic tornò sull’episodio, mostrando di non aver gradito la gestione della sostituzione: “Il giorno dopo mi fa: ‘Vabbè…’. E poi, quando si imbroncia Zlatan, ci mette un attimo a dimenticarselo. Il giorno dopo, però, è come se non fosse successo niente. Però te lo dice”.

Il confronto nell’ufficio di Pioli

L’allenatore ha ricordato anche la particolare organizzazione del proprio ufficio, che aveva voluto collocare tra lo spogliatoio e la fisioterapia per incontrare quotidianamente i giocatori. Proprio lì avvenne il confronto con Ibrahimovic.

“Io lascio sempre la porta del mio ufficio aperta, perché mi piace salutare i giocatori e vederli passare. Anzi, mi hanno fatto cambiare l’ufficio proprio perché lo volevo collocato esattamente tra lo spogliatoio e la fisioterapia: un punto di passaggio obbligato, dove tutti i giorni passano per forza. E così io salutavo tutti, entravano da me, ogni tanto li fermavo… Quel giorno lì, però, non mi aspettavo che entrasse Zlatan. È entrato e mi ha detto: ‘Oggi parlo io’. Io sono rimasto su quelle poltrone che ballano: ho ballato per tre minuti buoni, ma poi è passata”.

Il primo incontro tra Pioli e Ibrahimovic

Infine, Pioli ha ripercorso il primo incontro con lo svedese dopo il suo arrivo al Milan, ricordando il colloquio nel proprio ufficio e l’accordo alla base del loro rapporto professionale.

“Ricordo il primo giorno che è arrivato Zlatan: l’ho aspettato nel mio ufficio, era buio, a fine gennaio. Ha fatto subito un po’ di lavoro sul tapis roulant per via di un problema al ginocchio, poi è venuto nel mio ufficio. Abbiamo parlato un po’, gli ho spiegato come volevo utilizzarlo sul campo a livello tecnico-tattico e gli ho detto chiaramente: ‘Tu fai l’allenatore, io faccio il giocatore. Tu rispetti me, io rispetto te’. E così è stato”.

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