Tramite un video a sorpresa pubblicato su Instagram, Cristiano Ronaldo ha annunciato il suo addio alla nazionale portoghese. Lo ha fatto quando mancavano solo ventiquattro ore per la diramazione delle convocazioni ufficiali per i prossimi impegni di Nations League. CR7 ha deciso di dire ufficialmente addio e di lasciare la nazionale lusitana, e il Portogallo piange un campione che ha fatto la storia del calcio.
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Le parole di Rúben Amorim sull’addio di CR7 alla nazionale portoghese
Nella conferenza stampa post-gara contro il Ferencvaros, al tecnico del Milan è stato domandato del ritiro di Cristiano Ronaldo dalla nazionale portoghese. Essendo portoghese, Amorim vive la notizia con particolare coinvolgimento e ha voluto dire la sua sulla questione.
“Siamo tutti d’accordo che non sia stato il modo migliore per chiudere la carriera in nazionale ma è sotto gli occhi di tutti quello che ha fatto per il nostro paese. Molti conoscono il Portogallo anche per Cristiano Ronaldo. Penso che sarà comunque in grado di dare qualcosa al nostro paese anche fuori dal campo”.
Il messaggio scritto da Ronaldo, per dire addio al Portogallo
“Ai portoghesi, è arrivato il giorno di restituire la maglia numero 7 della nazionale di tutti noi. Non l’ho mai sentita come esclusivamente mia. Ma per 23 anni ho avuto il privilegio e la responsabilità di indossarla. Di difenderla e di portarla con me negli stadi di tutto il mondo. Oggi è arrivato il momento di consegnarla al futuro. Non è stata una decisione facile. Perché ci sono decisioni che non si prendono solo con la testa. Si prendono anche con il cuore. Concludo un cammino iniziato nell’agosto del 2003 e che ha cambiato la mia vita per sempre”.
CR7 parla delle sue esperienze vissute in Nazionale:
“Penso a tutto ciò che ho vissuto in Nazionale, non vedo solo partite, gol, record o trofei. Vedo persone. Vedo immigrati che per 90 minuti sentivano il Portogallo un po’ più vicino. Vedo milioni di portoghesi che non ho mai conosciuto personalmente, ma che hanno fatto parte della mia vita. Perché alla fine di tutto, il calcio è molto più di una partita. Il calcio sono le persone. Durante tutta la mia carriera in Nazionale, ho cercato di superare i miei limiti. Ho voluto vincere, ho voluto essere il migliore, ho voluto fare la storia. Sono sempre stato esigente con me stesso. Ho sempre voluto di più, ho sempre creduto che potessimo arrivare più lontano. E ho dato tutto ciò che avevo per questa maglia”.
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