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Il giornalista sicuro: “Amorim troppo duro con sé e il Milan!”

La dolorosa sconfitta interna del Milan in Europa League contro il Ferencváros ha lasciato strascichi pesanti nell’ambiente rossonero, sollevando seri interrogativi sulla mentalità della squadra. A fare il punto della situazione è il noto giornalista Luca Bianchin che, sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, ha commentato lo sfogo e l’autocritica feroce del tecnico Ruben Amorim nel post-partita:

“Ruben Amorim molto duro con sé e con il Milan alla fine della partita con il Ferencvaros. Le frasi più significative: “Se giochi con la maglia del Milan hai una responsabilità, non puoi andare in campo così. Non siamo pronti per competere su due fronti in A ed Europa, dobbiamo lavorare sul modo in cui affrontiamo le partite. Stasera non c’è nulla che io possa dire, dovevamo vincere, era una partita importante. Non posso dire nulla per difendere la squadra, dobbiamo capire che cosa è successo”.

Un estratto delle parole di Amorim

“Credo che sia stato chiarissimo per tutti. Persino i giocatori in campo hanno capito che non possiamo ripetere quello che abbiamo fatto, specialmente nel primo tempo. Possiamo perdere contro qualsiasi avversario, l’avevo detto in conferenza stampa, ma è ovvio che dobbiamo cambiare mentalità: non siamo il tipo di club in cui non importa il contesto, il turnover o gli infortuni. Non importa nulla di tutto questo. Quando indossiamo questa maglia abbiamo una responsabilità enorme, e oggi abbiamo fallito. Abbiamo deluso tutti, soprattutto arrivando da una vittoria. Non siamo ancora pronti per essere competitivi ogni singolo giorno, e questo è un problema enorme per la nostra squadra.

Troviamo le ragioni e troviamo le soluzioni per risolvere questo problema. Ma non sono io a dirlo, ma è in base ai risultati, perché qui posso dire quello che voglio. Dico che stiamo dimostrando di non essere pronti, che abbiamo ancora molto lavoro da fare e che ci serve tempo per allenarci, per cambiare la nostra mentalità. Questa è la mia sensazione, ma non sono io a sostenerlo: sono i fatti che lo dimostrano. E la partita di oggi ne è stata la prova: non siamo pronti mentalmente. Non c’entra nulla l’aspetto tecnico. Non c’entra il turnover. Non potete venirmi a raccontare che la formazione titolare non era all’altezza per vincere la partita. Tutte le occasioni concesse, specialmente all’inizio, ce le siamo regalate da soli. Ricordo certe reazioni quando perdevamo palla: non erano affatto le stesse che abbiamo visto tre giorni fa, e avevamo avuto quattro giorni per riposare.

Quindi non sono io a parlare, è quello che stiamo mostrando in campo. E se la squadra parla, non sono io a farlo. Dico semplicemente quello che vedo, perché voi non siete stupidi e io non voglio prendere in giro i miei giocatori. Quindi ho tutte le ragioni per difendere la squadra, e quando parlo in questi termini mi assumo la responsabilità in primis io, perché la squadra… è una mia responsabilità. Ma non possiamo permetterci di fare una cosa del genere, soprattutto nel primo tempo, davanti ai nostri tifosi, a casa nostra. Non possiamo farlo, dobbiamo migliorare, altrimenti finisce qui.”