La sconfitta contro il Ferencvaros continua a far discutere in casa Milan. Il 2-0 subito ha lasciato parecchio amaro in bocca e, dopo la partita, sono arrivate diverse critiche alla squadra di Ruben Amorim. Tra gli argomenti di cui si è parlato c’è anche il turnover scelto dall’allenatore, con diversi giocatori che hanno avuto l’occasione di scendere in campo dal primo minuto.
Sulla partita è intervenuto anche Alessandro Costacurta. L’ex difensore rossonero, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, ha dato il suo parere sulla prestazione del Milan e ha spiegato perché, secondo lui, non è giusto dare tutte le colpe ai giovani.
Le seconde linee non sono le uniche responsabili
Costacurta ha riconosciuto gli errori dei ragazzi, ma ha voluto sottolineare che anche i giocatori più esperti non hanno fatto una buona partita. In particolare, ha parlato di Rabiot, che giovedì non è riuscito a dare il contributo che ci si aspettava da lui.
“Colpa delle seconde linee? Musah una seconda linea? Non direi. I giovani hanno sbagliato, sì, ma non solo loro. A mio avviso il peggiore in campo è stato Rabiot, e parlo di un leader, di uno dei più forti centrocampisti al mondo. Ecco, colpe equamente distribuite: male i ragazzi ma male anche chi dovrebbe andare da loro e dire: ‘Diamoci tutti una svegliata’”
Il messaggio è abbastanza chiaro: secondo l’ex rossonero, la responsabilità non può ricadere soltanto sui giocatori che hanno meno esperienza. Anche chi è considerato un punto di riferimento deve aiutare la squadra e dare qualcosa in più nei momenti difficili.
L’atteggiamento non deve mai mancare
Costacurta ha poi parlato di un altro aspetto che non gli è piaciuto: il modo in cui il Milan ha affrontato la partita. Per lui, una serata negativa può capitare e non significa che un giocatore debba essere bocciato per sempre. Quello che non deve mai mancare, però, è la voglia di lottare.
“Questo non vuol dire che certi giocatori debbano essere bocciati definitivamente, di certo lo sono stati nella partita in questione. In attesa però di risposte, perché le scelte tecniche sbagliate possono anche essere ammesse e perdonate ma l’atteggiamento no, deve essere sempre quello giusto e di certo mai superficiale. Non se giochi nel Milan: lo dico da persona attaccata ai colori. Ripeto: devi giocare sempre come se di fronte ci fosse l’Inter, sempre provando a mettere in difficoltà l’avversario. Sempre. Giovedì è stato evidente a tutti che non sia successo”.
