Immagino che la vita nella Grande Mela non sia semplice. New York è una metropoli tentacolare, frenetica, dinamica. Affari, cultura, arte e moda si intrecciano in un unico cuore pulsante. Nella celebre canzone, Frank Sinatra sogna di “svegliarsi in una città che non dorme mai ed essere il numero uno” e poi aggiunge che “se posso farcela lì, posso farcela ovunque”. Dove? A New York signore e signori.
È lo spirito Yankee che alberga al sedicesimo piano della 667 Madison Avenue, sede di RedBird Capital. Ve lo immaginate il nuovo proprietario del Milan, Gerry Cardinale, canticchiare il testo della canzone di The Voice (al secolo Frank Sinatra)? “Essere il numero uno … posso farcela ovunque” frasi urlate mentre sullo schermo della TV nel suo elegantissimo ufficio, scorrono le immagini dei trionfi del Milan targato Berlusconi.
Ecco Presidente, nel mentre fa un po’ di ripasso di storia rossonera e alterna una boccata al suo sigaro, sorseggiando un pregiatissimo scotch whiskey, non dimentichi che anche Milano ha il suo fascino. Il Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele, il Teatro alla Scala. E poi ancora la Pinacoteca di Brera, Castello Sforzesco, il Cenacolo Vinciano in Santa Maria delle Grazie. Milano è la città della Moda, l’incanto dei Navigli e l’emozione che può regalare San Siro certe notti.
Non sarà questo editoriale a convincere il patron Cardinale della meraviglia del capoluogo Lombardo. Altrimenti perchè spendere 1 miliardo e 200 milioni per acquistare il club 19 volte campione d’Italia e 7 volte campione d’Europa? E già, perchè? Questa è la domanda che al momento non trova risposta tra i tantissimi tifosi rossoneri sconfortati e preoccupati dal momento del Milan.
L’umiliazione subita domenica pomeriggio contro il Sassuolo è l’onda lunga di una deriva pericolosa iniziata al minuto 87 di domenica 8 gennaio contro la Roma. Non ha nulla di razionale quanto sta accadendo intorno a Stefano Pioli e i suoi ragazzi. La squadra è svuotata nella sua anima e i problemi sembrano non essere ascrivibili a questioni di campo. Il linguaggio del corpo di Paolo Maldini nel post Lazio – Milan era inequivocabile. Le sue parole sembravano essere smentite da un volto teso e sorrisi tirati.
In tutto questo, dov’è la proprietà? In che modo è vicina alla dirigenza, al suo allenatore e soprattutto ai tifosi? “Non puoi solo comprare un club e star fermo. La sfida è shakerarlo un po’“. Queste le parole del Presidente Cardinale poco dopo l’acquisto del Milan. A questo punto un po’ di domande sorgono spontanee dopo un florilegio di parole non supportate dai fatti.
Perchè la sua presenza a Milano manca dallo scorso 8 ottobre? Dopo essere stato in incognito alla festa scudetto, lo si è visto solo in occasione del derby di settembre e contro la Juventus.
Perchè non era presente a Riyad alla sua prima finale da Presidente del Milan? Stonava un bel po’ quella sedia vuota mentre accanto alla dirigenza e alla squadra presenziava l’ex proprietario, Gordon Singer.
Perchè al suo primo mercato da Presidente ha posto il veto su qualsiasi operazione nonostante le difficoltà della squadra? Voci hanno parlato di un budget già stanziato la scorsa estate. Sbaglio o il mercato scorso è stato firmato Elliott mentre la sua RedBird Capital è entrata in scena a settembre?
Maldini, la scorsa settimana, faceva riferimento a parametri da rispettare. Tutto giusto e condivisibile ma se un club che si avvia ad essere virtuoso è possibile che non riesca a regalare a questa squadra uno straccio di rinforzo? Eppure, in condizioni finanziarie disastrose, l’ex Presidente (!?!) Singer, nei suoi primi mercati, ha portato a casa gente come Higuain, Piatek, Paqueta, Tonali, Tomori, Maignan e tanti altri.
Nel mentre si continua a lavorare per il progetto Stadio pensando di evolversi in una vera e propria Media Company, qual è il progetto tecnico di questa società? È così impossibile vedere qui a Milano Gerry Cardinale che parla di progetti e strategie reali senza regalarci frasi scontate sulla storia del club e la volontà di tornare in alto?
La teoria abbiamo imparato a conoscerla, adesso c’è bisogno di fatti per far si che lo scudetto vinto lo scorso anno non venga ricordato come un piacevole “incidente” di percorso.
Segui la nostra pagina Facebook per non perderti nulla del mondo Milan!
