Per commentare il periodo negativo del Milan ma anche i prossimi mesi che vedrà i rossoneri impegnati in campionato e Champions League, la redazione di AllMilan.it ha contattato in esclusiva il giornalista di SkySport Peppe Di Stefano intercettato durante la nostra rubrica “Al telefono con…”. Queste le sue parole:
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Ti aspettavi di non vedere Ibrahimovic in lista Champions?: “Si, perché aldilà di quello che era stato detto e scritto, Ibra va preso per quello che è, un simbolo e attualmente penso che sia più importante averlo in spogliatoio che in campo in questo momento perché comprende le dinamiche, perché sa chiaramente cosa è il Milan, perché ha portato questa squadra dal settimo posto fino ad essere così in alto”.
“Se pensiamo che Ibra può scendere in campo e giocare cento minuti a partita saremmo dei folli perché non lo faceva tre anni fa e figuriamoci se lo può fare ora quindi è molto importante che torni perché è un riferimento nello spogliatoio. Ibra ha fatto una cosa da folle perché vince lo scudetto e poteva annunciare il suo addio al calcio e invece ha deciso di andare avanti proprio per scrivere un’altra impresa”.
Quanto, secondo te, è mancato al Milan l’innesto all’interno di questa rosa di giocatori di esperienza?: “E’ mancato tanto ma questa è una scelta chiara da parte della proprietà, si possono fare squadre piene di campioni come ha fatto il Chelsea spendendo tanti soldi oppure fai una squadra di giovani e di prospettiva sapendo che ci sono giocatori che possono esplodere subito ma anche altri che per tre anni non li vedi e poi diventano forti, oppure fare una squadra intermedia con giocatori di esperienza e con quelli giovani che ne hanno meno però la politica, la scelta chiara del Milan la conosciamo”.
Il giornalista continua dicendo: “L’estate scorsa, il Milan, poteva prendere a zero Dybala che era stato proposto ma se la società alla fine ha preso De Ketelaere è perché la direzione della società è che non ci si deve illudere del fatto che nella scorsa stagione si è vinto il campionato e la strada non cambia aldilà dei risultati che si ottengono. La crisi vera del Milan era cinque/sei anni fa quando non era in mano a nessuno, quella di oggi è una crisi tecnica, basta un risultato positivo e si risolve tranquillamente, oggi grazie al lavoro fatto da Elliot, dai dirigenti è una società salva”.
Maignan quanto è mancato a questo Milan e quanto Sportiello è stato vicino a vestire la maglia rossonera a Gennaio?: “Maignan è sicuramente l’assenza maggiore, Sportiello è stato preso per giugno e un tentativo è stato fatto per portarlo a gennaio, per la prossima stagione il tridente dei portieri è chiaro e sarà Maignan-Sportiello-Vasquez”.
Su Maignan aggiunge: “Tornando a Maignan, ribadisco, è l’assenza più rilevante perché è uno che regolamenta la squadra, lui da dietro organizza la difesa, è un portiere molto partecipe a tutto durante una partita, oltretutto, era anche un libero aggiunto perché gioca con i piedi, gioca trenta metri fuori dalla propria porta e infatti Kalulu e Tomori aggredivano molto meglio quando c’era lui dietro”.
Aggiunge anche: “Ovvio che quest’anno sta andando tutto male e quindi va male il portiere, la difesa ed è un insieme di problemi ma Maignan è l’assenza più pesante in questo Milan e secondo me sarà molto complicato vederlo in campo nella gara di andata in Champions League”.
La tua sensazione sulla trattativa per il rinnovo di Leao?: “E’ una trattativa complicata perché stiamo parlando di un giocatore di valore, di spessore. Io sono sicuro che anche il Milan faccia un favore al giocatore se rinnova perché ha ancora bisogno di restare in questa squadra, la mia convinzione è che al momento se va a giocare al Chelsea, Bayern Monaco gioca poco come è successo con la sua nazionale al mondiale e per me lui è il giocatore più forte del campionato italiano, per tutto”.
Su Leao continua dicendo: “Non è un caso che quando finisce il mondiale e mentre è in vacanza a Dubai va a trovare i compagni in ritiro, dopo l’intervista del suo avvocato a Sky mette like a tutto quello che il Milan postava per ribadire la sua estraneità a quelle voci”.
Infine sulla situazione Leao dice: “Il Milan farà sicuramente un’eccezione al limite di ingaggi che la proprietà ha stabilito, che non verrà riconfermata per altri calciatori, ma che deve essere fatta per non perdere il giocatore a zero perchè oltre alla beffa sarebbe anche un danno per la società, quindi meglio rinnovare per poi in futuro, quando sarà il momento, rivenderlo”.
Secondo te cosa manca a Leao per diventare un fuoriclasse?: “Se analizziamo Leao fino a fine novembre 2022 dicevamo che era un giocatore perfetto, a lui manca una piccola continuità, qualche volta si estranea dalla partita e Pioli in un fuori onda alla trasmissione Il Club di Fabio Caressa disse “se guardate 3/4 del Manchester City hanno tutti una grande quantità ma lavorano per 100 minuti, lavorano sia in fase offensiva che in quella difensiva”,
Continua dicendo: “Pioli non lo disse ma io penso che Leao al momento ha molte qualità nella fase offensiva ma spesso serve anche una corsa sporca che non vuol dire fare anche il difensore e a lui manca questo per fare quell’ulteriore steep ma è tutta una questione di mente”.
Cosa è successo nello spogliatoio del Milan?: “Nello spogliatoio non è successo assolutamente niente, in tutti gli ambienti lavorativi quando si vince è tutto bello invece quando si perde non è così.
Di Stefano aggiunge: “Ho sentito di litigi, di fazioni opposte e io che conosco il mister ma anche tredici, quattordici giocatori vi posso dire che non c’è assolutamente nulla di tutto questo. Al momento c’è solo una squadra che non sta andando bene e che non sta facendo risultati”.
Raccontaci tutte le tue emozioni nel raccontare tutto quello scritto nel tuo libro ‘Milanello la casa del diavolo’: “Io non volevo scrivere un libro, è stata una cosa decisa con Gianluca Di Marzio e ringrazio quel momento perché ho trasmesso qualcosa di bello a tutti i tifosi del Milan, qualcosa che vivo giornalmente ma spesso chi non lo frequenta non ha mai potuto vivere tutto questo e Milanello è un posto bello dove c’è la cultura del Milan”.
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