EDITORIALE PRIMA PAGINA

IMBARAZZO E STILE CREMONESE – Il Milan non esiste più

Vorrei rivedere la faccia di Leao. Quella insostituibile della prima frazione. Gli occhi persi nel nulla. Il Milan perde il derby. Contro chiunque. Ok, i nerazzurri hanno giocato una buona prima frazione. Nella ripresa il nulla: quel nulla che ha contraddistinto i rossoneri nella prima frazione. Si parla tanto di tattica, di pre-tattica, il Milan nel primo tempo del derby ha sbagliato tutto.

Non ce ne voglia la Cremonese ma questo Diavolo sembra la squadra di Ballardini. Volubile, debole, in difficoltà. E l’Inter ha dominato in lungo e largo il derby di ieri sera. Ennesima prestazione senza senso dei rossoneri. Un primo tempo da incubo. Senza Leao, con un 3-5-2 che non ha reso nulla. Il Milan costruito da Pioli non esiste. il Diavolo è una squadra senza idee, con una forma fisica imbarazzante e succube degli avversari. Non so – chi vi scrive – quale possa essere la soluzione: questo Milan ha bisogno di rinascere a livello di idee.

Il derby perso 1-0 è solo una casualità. Lautaro è un deus ex machina imprendibile. Gabbia una scelta dettata dal dover dare un segnale alla società. Perché Thiaw e Vranckx fuori sono segnali giganteschi. Enormi. E questo Milan ha bisogno di Thiaw. Lo dimostra l’ingresso in campo nella sfida contro l’Inter, lo dimostrano le sfide precedenti. E allora?

La domanda rimane sempre la stessa. Cosa sta succedendo ai rossoneri? Perché di Davide e Golia si è parlato troppo spesso: questa è una trasformazione devastante. Si parla di una squadra che non riesce a riconoscere più se stessa. Parliamo di un Leao che non riesce più ad incidere, di un Giroud che fa fatica a stoppare un pallone in area. E se per Leao la risposta sembra ovvia, per il fuoriclasse francese il dogma sembra esistenziale. Il diavolo non riesce più ad incidere sotto porta, fa fatica. Manca Ibra? Sì, mancava anche l’anno scorso.

Cosa succede a questo Milan? Nessuno può conoscere la risposta esatta, forse nemmeno Pioli. Siamo un’altra squadra, senza motivazioni, senza verve. Senza mordente. Surclassati in tutto dagli avversari. Forse servirebbe una riflessione a raggio più ampio da parte di società e dirigenti. Perché così non si va lontani, anzi, si rischia di fare un passo indietro.

E io, in quanto milanista, ho tremendamente paura di regalare il passo ad altri. Non esiste logica, esiste l’amor proprio. Quello che sta mancando a tutti da Tonali a Giroud.

Forse è tempo di riflettere. Di mettere tutto in discussione, anche quanto accaduto la passata stagione. Forse, semplicemente, non siamo quel Milan. O no?