Non è stato un caso. Non è un caso. Il Milan dello scudetto, vinto con merito – e non per il suicidio dell’Inter a Bologna – come si legge in questi giorni – aveva la fame negli occhi. I valori, l’umiltà di rincorrere quando bisognava farlo e divertire quando la condizione fisica lo permetteva.
Lo scudetto “vinto per caso”, così come si legge e si sente in questi giorni, con qualche errore arbitrale in meno probabilmente sarebbe stato conquistato con largo anticipo. Senza dover aspettare il 22 maggio a Reggio Emilia. E su questo non ci piove.
Il percorso del Milan di Stefano Pioli, negli ultimi due anni e mezzo non è stato un caso. Non può essere stato un caso. I rossoneri hanno giocato il miglior calcio in Italia negli ultimi due anni, abbinando la qualità alla fame. La fame alla determinazione. La determinazione al sacrificio.
Oggi tutto questo non c’è più. Non è un caso, neanche adesso. Nello spogliatoio si è persa la magia e lo spirito di sacrificio. L’atteggiamento e le prestazioni di questa squadra nell’ultimo mese sono inaccettabili.

I campioni d’Italia in carica non possono perdere due derby in 20 giorni senza mai “giocarli”, con l’atteggiamento di una provinciale. I campioni d’Italia in carica non possono prendere 5 reti dal Sassuolo in casa. I campioni d’Italia non possono uscire dalla Coppa Italia in superiorità numerI campioni d’Italia in carica non possono smettere di giocare per oltre mezz’ora a Lecce, dopo aver raggiunto il pareggio.
Non è un caso, non può essere un caso neanche oggi. Qualcosa non sta funzionato soprattutto nella testa. Per il bene del Milan: società, allenatore e squadra si guardino negli occhi.
La stagione è maledettamente in salita e c’è una qualificazione in Champions da raggiungere, sudando e lottando su ogni pallone. C’è ancora tempo per rimediare. Adesso però. Il tempo stringe .
LEGGI QUI LE DICHIARAZIONI DI IBRA – Lo scudetto non è arrivato per caso!
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