Innanzitutto, una menzione speciale per mr. Thiago Silva. Ma proprio nominarlo “Giocatore del momento” dopo la rottura del legamento crociato, infortunio rimediato in uno sfortunato contrasto con Harry Kane nell’ultima sfida contro gli Spurs, beh, sarebbe stato davvero ingeneroso.
Passiamo ad Alvaro Rodriguez, talentino scuola Real Madrid che gioca per il Real Madrid. Il vendicativo Alvarito Rodriguez.
Un classe 2004 nato come un’ala pura, tormentato dai più vari infortuni, e poi diventato bomber all’improvviso. Gli sono bastati 20 minuti totali in due presenze nella Liga spagnola per diventare “il giocatore del momento”, ma probabilmente ripartirà ancora una volta da riserva (domenica alle 21:00 c’è Betis – Real Madrid).
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Uruguaiano nato in Spagna, ma non è di quei sudamericani con la faccia del predatore o con la lingua che sibila. Alvaro Rodriguez è un diciottenne alto 193 centimetri ma ha tutto un visino gentile e cortese, le braccia sottili, il corpo smilzo. La sagoma di chi sembra acerbo e basta, insomma, e forse nemmeno una grande promessa.
A Carlo Ancelotti non interessa niente degli stereotipi, lo fa entrare all’88’ contro l’Osasuna sul risultato di 1-0 a favore, esordio assoluto. Lui dopo pochi secondi si fa trovare pronto in profondità: il solito passaggio sapiente di Modric lascia il posto ad un comodo suggerimento per Vinicius. Il brasiliano attende un minimo e insacca, ingannando il portiere avversario.
Dopo un paio di minuti di VAR, il gol è annullato per fuorigioco di Rodriguez.
Pochissimo dopo, questione di secondi, Rodriguez – che è uno innocente e tranquillo e temperato, sembra – fuma di furore e aggredisce il centrale avversario Garcia. Recupero palla immediato e scarico per Asensio, assist per un 2-0 facile facile che si materializza.
Nella scorsa settimana, ancora in campionato, Rodriguez sostituisce Nacho al 78′ di Real Madrid – Atletico Madrid, derby con Angel Correa espulso dal 64′: il Cholo è in dieci. Ma fa tutto, ancora Alvarito Rodriguez.
Appena entrato, si posiziona in area di rigore in occasione di un calcio piazzato dell’Atleti: palla in mezzo e José Maria Gimenez, l’uruguaiano in biancorosso, mette dentro di testa. Ne sovrasta due o tre ma più di tutti proprio su Alvarito Rodriguez, che si fa anticipare evidentemente.
Passano pochi minuti, sono altri sette, e il diciottenne Rodriguez a dire la verità non si vede nella partita. Non si capisce nemmeno che tipo di giocatore sia, ma fa l‘ala a destra, nel tridente con Benzema e Vinicius.
Comunque il Real spinge che Oblak sembra essere protagonista per un’eternità di una trentina di secondi, ed i Blancos di Ancelotti conquistano un corner. Indovinate, palla in mezzo, José Maria Gimenez, un difensore antipatico e rapace che può solo guardare. Alvarito Gonzalez ha saltato prima di tutti, lasciando indietro quel Gimenez, è gol di testa e 1-1.
Naturalmente primo gol nella Liga, deve essere il fuoco della vendetta.
Come si dice? Ah, deja-vu.
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