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Braida senza filtri: dal momento del Milan fino a Leao e Ibrahimovic

Braida

Il Milan sta attraversando uno dei momenti più delicati della sua stagione. La mancata qualificazione alla prossima Champions League, un traguardo sfumato per il secondo anno consecutivo, ha rappresentato un duro colpo sia per il club di via Aldo Rossi sia per i suoi tifosi. La contestazione della piazza si sta facendo sentire con sempre maggiore forza: dall’idea di far comparire un messaggio diretto contro la proprietà sui maxi schermi di Times Square ai manifesti affissi in diverse zone di Milano e arrivati persino a Napoli, tutti accomunati da un chiaro attacco nei confronti di Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic e Paolo Scaroni:

Devastazione di storia, identità, passione e milanismo. Sfruttamento speculativo del marchio. Aumento dei prezzi dei biglietti e abbonamenti oltre ogni decenza. Sabotaggio dell’ambiente e del tifo organizzato. Manifesta incapacità su tutti i fronti societari. #LIBERATEILNOSTROMILAN“.

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A commentare l’attuale situazione in casa Milan è stato l’ex ds del Milan Ariedo Braida, intervenuto ai microfoni nella mixed zone del Festival della Serie A. Di seguito le sue parole:

“Io sono innamorato del Milan, ce l’ho nel cuore. Adesso mi viene quasi da piangere a vedere il Milan in questa situazione. C’è una crisi di identità, bisogna ricostruire una storia perché è importante e senza quella non c’è futuro. Auguro a chi ha la responsabilità di ricominciare da questo punto. La strada è lunga ma il Milan ha un passato importante e che non si può cancellare. Leao ha delle qualità importantissime è chiaro che se non le trasmetti sul campo tutto è vano. I giocatori di grande qualità sono difficili da vedere, lui ne ha ma a volte non sono sufficienti. Maldini ha scritto la storia del Milan: prima il padre, poi Paolo, hanno vinto tutte le Champions quindi non si può non partire dalla storia. Ibra è stato un grande campione, calcisticamente parlando chapeau, però anche lui a volte deve avere l’umiltà di imparare”.

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