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London Calling: Milan, il passato è passato, ora c’è solo la battaglia

London calling to the faraway towns. Now war is declared and battle come down“, cantavano i The Clash nella loro canzone simbolo. Era il 1979, e in quell’anno Londra rischiava di finire sott’acqua, tra alluvioni e un Tamigi vicino allo straripamento. Dall’altra parte del mondo, in Pennsylvania, ci fu un incidente nel reattore della centrale nucleare di Three Mile Island, con una fusione parziale del nocciolo che provocò il rilascio di particelle radioattive.

Sui giornali non si faceva altro che parlare di imminenti catastrofi, e nel pezzo Joe Strummer invita i giovani a svegliarsi, a reagire, lasciandosi alle spalle il passato e ciò che rappresentava.

Londra chiama, la guerra è dichiarata. Sarà così anche domani sera, quando Spurs e rossoneri scenderanno in campo per darsi battaglia come due predatori feriti. E come ogni guerra che si rispetti, alla fine ne resterà soltanto uno. Londra chiama come quel treno che passa una volta nella vita, perché i quarti di Champions, per la seconda squadra più titolata della competizione, mancano da più di dieci anni. Pioli e i suoi ragazzi sanno che raggiungerli vorrebbe dire continuare a bruciare le tappe di un lungo percorso di crescita che già l’anno scorso, in partenza, non avrebbe previsto lo scudetto. Perché se il presente è fatto di alti e bassi, il Milan sa di poter guardare al futuro con la fiducia e la serenità di chi sta costruendo un qualcosa di forte e duraturo.

Londra chiama gli Inferi, uscite dall’armadio ragazzi“. Un verso profetico che sembra scritto su misura per questo Diavolo così giovane, forte, ma che talvolta si perde a specchiarsi nel suo vincente – ma corto – passato. E allora, proprio come cantava Strummer, se questo Milan vuole vincere deve lasciarselo alle spalle, il passato. Londra chiama: Milan, esci dall’armadio, c’è una battaglia da combattere.

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