Dal 2012 al 2019 il Milan ha vissuto un periodo storico estremamente complicato. Tra rivoluzioni societarie, cambi di proprietà, allenatori cambiati ad ogni anno e rose stravolte ogni sei mesi, il Milan sembrava realmente destinato a diventare una grande squadra caduta nell’oblio.
Non è un caso che per diversi anni i rossoneri non siano riusciti nemmeno a centrare la qualificazione ad una qualsiasi competizione europea. In quelle stagioni una delle poche luci altalenanti in mezzo al buio più totale era rappresentata da un certo Jesus Fernandez Saenz, in arte Suso.Acquistato dal Liverpool nel gennaio 2015, Suso con la sua fantasia e il suo mancino ha saputo incantare, seppur in modo estremamente altalenante, il pubblico di San Siro in un periodo difficile.
Il suo marchio di fabbrica resterà sempre il movimento a rientrare palla al piede dalla destra, con tiro mancino spesso sul secondo palo. Con la maglia del Milan Suso ha collezionato 153 presenze con 24 gol e 36 assist.Con l’arrivo di Pioli sulla panchina del Milan nella seconda metà del 2019, Suso ha visto la sua importanza scendere notevolmente.
LA CESSIONE
Questo ha portato alla cessione al Siviglia nel gennaio 2020. A Siviglia lo spagnolo ha saputo ritagliarsi un ruolo comunque importante, sebbene spesso da subentrato, contribuendo anche a ben due Europa League vinte. Con il passare degli anni però la sua incisività è venuta a mancare sempre di più, ragion per cui a 33 anni Suso ha annunciato il ritiro dopo aver trascorso l’ultima stagione con la maglia del Cadice, squadra della sua città natale, che milita in seconda divisione spagnola. Tuttavia quello di Suso è un addio soltanto al calcio giocato, perché l’ex Milan rimarrà al Cadice con il ruolo di ambasciatore del club.
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