Un pareggio amaro che sa di sconfitta quello ottenuto ieri a San Siro contro la Salernitana. Il Milan non riesce a sfruttare lo scivolone delle inseguitrici per allungare sulla corsa Champions. Possiamo dire una squadra dal doppio volto: in Champions super ma in campionato un flop fino ad ora. Sicuramente il doppio impegno è risultato fondamentale, le energie scarseggiano e le idee anche. Da quando i rossoneri hanno cambiato modulo hanno ritrovato più solidità ma hanno anche rinunciato a un’idea precisa di calcio che fino ad ora li contraddistingueva.
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Fatico a capire il goal preso con la Salernitana: blackout totale difensivo con Tomori che si perde nuovamente l’uomo. Una cosa è certa, non ci si può affidare sempre al miracoloso Mike Maignan che anche ieri ha effettuato un intervento alla Franco Baresi, da vero difensore centrale per intenderci. Olivier Giroud tende ancora una mano al Diavolo per provare a salvarlo, è lui l’uomo più pericoloso della gara ma poi prende un cartellino giallo quasi di proposito, consapevole del fatto che dovrà saltare il match contro l’Udinese. L’ atteggiamento dei rossoneri in certe circostanza è inspiegabile ma anche la lettura stessa della partita non è delle migliori.
Nel secondo tempo, dopo il goal subito, Pioli prova ad inserire Origi, Ibrahimovic e De Ketelaere per Brahim, Leao e Giroud che il tecnico ha definito “non brillante”. I cambi però non si sono rivelati essere vincenti con Divock Origi che si è dimostrato essere ancora una volta uno dei peggiori in campo. Se le idee di gioco scarseggiano in campo, in panchina la musica non cambia. Interpretazione insufficiente anche per Rafael Leao che non segna da due mesi.

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