L’EMOZIONE – “Abbiamo fatto la storia, è la verità e l’ho detto ai ragazzi prima della partita – ha esordito Abate. La dedico a loro: li vedo lavorare nel quotidiano. Ho visto il loro percorso di crescita del primo giorno di ritiro, soprattutto nella mentalità, nell’applicazione di interpretare questa professione. Piano piano negli ultimi mesi si è notato che la squadra fosse sempre di più dentro le partite, più quadrata e meno leggera. La dedico inoltre al responsabile del settore giovanile, al nostro direttore e alla società che dal primo giorno in cui ho firmato il contratto, sia Paolo Maldini che Massara mi caricarono e incitarono a crederci in questa competizione perché avevamo tutte le carte in regola per fare un grande percorso.
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Arrivare fin qui è qualcosa di inaspettato, ma di meritato. Non bisogna togliere nulla a questi ragazzi. In ogni partita sono usciti senza rubare nulla, giocandosela con tutti. Lo stesso è successo oggi. Dopo 20 minuti di sofferenza dove l’Atletico è partito forte, con densità e qualità, la squadra ha capito che poteva star dentro la partita e piano piano ha preso fiducia. Sono uscite poi le qualità dei nostri giocatori”.
COSA HA DETTO AI RAGAZZI – “Gli ho detto di godersela. Hanno fatto la storia, sono tra le prime quattro più forti d’Europa. Adesso c’è da accantonare velocemente, godersela questa sera perché domenica abbiamo una finale importantissima dove possiamo svoltare la classifica e fare un filotto. Le squadre dietro stanno correndo, la classifica si è accorciata ancora di più e sarà una lotta fino alla fine. Le squadre che erano a 9 punti adesso non sono più tranquille, può cambiare tutto nell’arco di 2/3 partite. Bisogna stare concentrati, stare sul pezzo. Sono passato anch’io da queste grandi partite, quando dopo una vittoria in Europa devi riconcentrarti al campionato. Questo sarà un mese complicato e difficile, ma la maturazione dei ragazzi mi lascia ben sperare. Sono fiducioso”.
TORRES – “ L’ho visto prima della partita. Finisco le interviste e vado a salutarlo. Il suo unico goal con la maglia del Milan grazie ad un mio assist contro l’Empoli? Mi ricordo, sapevo che il destino mi doveva qualcosa, ma incontrarlo è stata una casualità. Nella sua carriera è stato un grandissimo campione, arrivato da noi si fece male subito alla caviglia. Ha stretto i denti, voleva giocare ma non stava bene. Era un grande professionista e una grande persona. La mia ultima partita in Champions è stata a Madrid (contro l’Atletico di Torres, ndr) e siamo stati eliminati. Ho perso la finale all’Europeo contro la sua Spagna, qualcosa indietro me la doveva tornare (ride, ndr). È tornata oggi, meritandocela”.
IL DNA EUROPEO – “Se ha inciso? Sinceramente no. La squadra è venuta qui per fare la partita e vincere. Ne è uscita una partita bellissima, dove entrambe le squadre si sono affrontate a viso aperto. Abbiamo sofferto noi e hanno sofferto loro dopo. È un’altra mentalità: quella di vincere la partita per le proprie idee e il proprio gioco. Questo è anche la mia mentalità, poi all’interno della partita ci sono altre 3000 partite. Noi dobbiamo essere bravi a interpretarle, saper soffrire e in quel momento lì con umiltà si ‘raspa’ tutti dietro la linea della palla. Questo è quello che stanno facendo i ragazzi, con più solidità. Riescono di più a capire i momenti della partita, è un segno di maturazione“.

LANCIARE I GIOVANI – “È un motivo d’orgoglio per la società. Noi oggi avevamo in campo sei 2005 e un 2006, poi è entrato in campo un altro 2006. I ragazzi di qualità devono giocare, certamente si paga qualcosa a livello fisico e non sono del tutto pronti. Ma in ogni lavoro i bravi devono andare avanti, bisogna dargli il tempo di sbagliare e crescere. Solo facendo esperienza in queste competizioni aumentano l’autostima. Il fisico arriverà e cresceranno di mentalità, capendo cosa serve in queste partite. C’è un’intensità diversa: in mezzo al campo non hai tempo di pensare, devi velocizzare e andare duro nei contrasti. Serve una lettura mentale doppia i ragazzi solo giocando riesco ad averla. Solo così possiamo riuscire a raggiungere il nostro obiettivo, formare qualche ragazzo”.
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