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ZUGZWANG DIAVOLO – Fuga dai sogni, Milan: la Champions unica via di scampo

Un Milan terribile quello che ha maltrattato il campo della Dacia Arena: approccio folle dei rossoneri, senza idee e cattiveria, il gol di Pereyra dopo pochi minuti che ha riacceso i fantasmi di un recente e disastroso passato (leggasi gennaio). La prima frazione di sabato ordinaria follia di un copione scritto malissimo: si può vincere anche senza giocare bene, si può vincere con l’aiuto di tanti fattori ma quando manca la testa non si può vincere. In nessun modo. In nessun mondo, in nessuna ipotetica competizione sociale nemmeno. La testa, nello sport, conta a volte più del talento.

Il primo tempo di Udine è il perfetto riassunto di questo 2023 rossonero: buio totale. Ciò che meraviglia maggiormente il sottoscritto è il finale: riprendi una partita immeritatamente con un rigore ripetuto e dopo un minuto prendi un gol stupido, figlio della disattenzione più totale. Con tanti rossoneri in area, Beto si gira, si prende la birra del sabato sera e buca Maignan. Ai più attenti vorrei, poi, sottolineare un aspetto: cosa ci faceva Leao in area di rigore a difendere sul cross di Success? Leao deve fare l’attaccante, stop. In area a difendere devono esserci altri giocatori. Il perché di questo esempio è semplice: nella testa e negli schemi dei rossoneri regna sovrano il caos più totale.

Senza considerare la ripresa: al di là del 3-1 subito con un posizionamento difensivo da calcetto, la reazione è stata praticamente nulla. Rebic, 4 attaccanti, il cambio modulo, non è servito nulla di nulla. E allora la domanda sorge e torna a sorgere spontanea: cosa “diavolo” è successo a questo Milan nel 2023? Lo spogliatoio è diviso? I giocatori sono tutti impazziti? Vorremmo – e perdonerete il plurale – sentire la società. Il campionato non è finito ma rischia di diventare un calvario senza fine. Stare nelle prime 4 – obiettivo minimo a giugno – potrebbe presto diventare una sorta di impresa. Sia chiaro: non si tratterebbe di impresa nel senso stretto del termine ma vedendo questa squadra da gennaio ad oggi il discorso cambia. E meno male che le altre pretendenti alla Champions giocano al gatto col topo.

Speriamo la pausa possa servire per un attento esame di coscienza da parte di tutti in quel di Milanello.

Capitolo sorteggi e Champions: inevitabilmente evitare City, Real e Bayern e trovarsele dall’altra parte del tabellone è una manna dal cielo. Incontrare questo Napoli – versione ingiocabile – meno: tuttavia la CL rimane una competizione a sé. Il tempo per preparare la doppia sfida con gli azzurri c’è; il tempo per recuperare la testa perduta dei giovani rossoneri non si sa. Ibra, post Udine, ha detto una cosa importantissima: questa squadra fa fatica a giocare da Campione d’Italia. Lo scudetto cucito pesa. Per fortuna o purtroppo ben presto non ci sarà più. Inevitabilmente, anche in questa ottica, sorge spontaneo un dubbio: perché il Milan col Tottenham ha giocato due ottime partite senza concedere praticamente nulla se non un colpo di testa a Kane allo scadere? L’Udinese è superiore agli Spurs?

Credo che questa stagione ricca di aspettative si possa salvare soltanto in una maniera: eliminando il Napoli in Champions e staccando il pass per le semifinali. I rossoneri, evidentemente, non sono attualmente una squadra da semifinale di Champions ma la dea bendata ha voluto aiutare le italiane, mettendole contro. Occasione rara da non vanificare nel solito rimpianto, stile Supercoppa contro l’Inter. Pioli, che ha sempre saputo trovare una soluzione ai tanti enigmi che si sono posti durante la sua esperienza rossonera, dovrà reinventarsi e dovrà reinventare il suo Milan affinché non tutto diventi ben presto solo un ricordo del Diavolo che fu e che, ora, non è più. La pausa, in questo, capita al momento giusto. Chi si ferma è perduto ma, a volte, serve tirare i remi e scegliere, con cautela, la prossima mossa da fare. Zugzwang. Qualche giocatore di scacchi approverà.