Al fischio finale dell’arbitro Marcenaro, San Siro è costretto ad ingoiare l’ennesima delusione stagionale. Il Milan pareggia contro l’Empoli e decide di scherzare con il fuoco in vista dell’obiettivo qualificazione Champions. Lasciando perdere i discorsi sul sogno di provare a tornare ad Istanbul a riprendersi il maltorto della sorte subito 18 anni fa, questo Milan aggiunge l’ennesimo tassello di un puzzle che rischia di manifestarsi in stagione negativa.
Intorno al concetto di discontinuità si avvita il percorso dei rossoneri targati 2022/2023. Però il rischio di andare incontro a questi problemi, siamo riusciti a costruircelo in casa. Attraverso un po’ di numeri, proviamo a spiegare. Vero è che il primo responsabile è sempre l’allenatore, ma siamo sicuri che il materiale umano messo a disposizione sia all’altezza del valore dell’undici titolare?
Guardando a ieri, Pioli prepara il match sapendo che l’Empoli, giustamente, sarebbe venuto a Milano alzando le barricate. A confermarlo con molta onestà intellettuale è stato lo stesso allenatore toscano, Zanetti. Il Milan si dispone in maniera molto offensiva producendo 23 occasioni, 4 clamorose, un palo, un gol annullato e un rigore negato. Il tutto correlato con 70% di possesso palla. È nell’interprete di questa idea di calcio il vero limite.
Veniamo ai numeri. Gli ultime due stagioni hanno detto una cosa molto chiara. Questo Milan ha raggiunto obiettivi importanti (secondo posto e scudetto) non spiccando per produzione offensiva. Infatti nella stagione 2020/21, con i suoi 74 gol, i rossoneri sono il quinto attacco della serie A. Recupera una posizione nell’anno dello scudetto pur segnando ancora meno. Il Milan vince il campionato realizzando 69 gol, quarto attacco della serie A.
In questa stagione il Milan ha subito una regressione in termini di punti in classifica (52 contro i 63 dello scorso anno alla 29esima). Sguarnire la difesa di un muro come Franck Kessie, sottovalutando i possibili acciacchi di Simon Kjaer al rientro da un lungo e brutto infortunio e i mesi di apprendistato di Thiaw, ha fatto si che si sgretolasse il vero punto di forza, la fase difensiva. Infatti, ad oggi, il Milan ha subito 36 gol contro i 29 dell’anno dello scudetto e i 34 della stagione 2020/21.
È il reparto offensivo il grande limite del Milan di Pioli. Nel pensare e allestire la squadra 2022/23 sottovalutando i numeri citati, è stato un grave autogol. Zlatan Ibrahimovic, alla veneranda età di 42 anni, ad oggi ha disputato il 40% delle partite di campionato nelle ultime 3 stagioni. Eppure resta uno degli attaccanti più prolifici con i suoi 24 gol (15 + 8 + 1).
Il giocatore simbolo di questo Milan, Olivier Giroud, grande attaccante e leader tecnico, in una stagione e mezzo, porta in dote appena 19 gol (11 + 8 di questa stagione alla 29esima). Dovrebbero essere numeri da bomber di un top club in una sola stagione. Rebic 5 gol in tre stagioni, Orgi 2 gol in questa stagione “impreziosite” da prestazioni negative, sono la conferma del fallimento nell’allestimento del reparto d’attacco.
Ai detrattori di Rafa Leao, a tutti i puristi della continuità, va ricordato che l’attaccante portoghese, è il calciatore più prolifico del Milan in queste tre stagioni. Ad oggi Leao ha realizzato 27 gol totali (6 + 11 + 10 di questa stagione alla 29esima).
Segui la nostra pagina Facebook per non perderti nulla del mondo Milan!
