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Tra Moneyball e player trading: come sarà il nuovo Milan

furlani

Quella che sta nascendo ha tutti i crismi di una nuova era per Il Milan. Forse sarebbe più corretto dire, per il calcio. Con questo nessuno ha elementi per dirsi ottimista o meno. In questi giorni le parole gol, attaccante, dribbling, sono state sostituite da algoritmo, player trading e monayball.

Il nuovo corso

Il nuovo Milan va verso una rivoluzione epocale nelle dinamiche di allestimento della nuova squadra. Come già confermato dal Presidente Paolo Scaroni nell’intervista di ieri al Corriere della Sera, il club rossonero non può prescindere solo da un budget per fare mercato. Deve mettere in preventivo di assicurare al bilancio i proventi degli incassi dalle cessioni. Bisogna far si che il Player Trading venga implementato. Nelle passate finestre di calciomercato, poco si è fatto in questo senso.

La clamorosa e inaspettata cessione di Sandro Tonali agli inglesi del Newcastle ha portato nelle casse rossonere oltre 70 milioni. Per una società sana quale è il Milan, questi introiti sono benzina per poter accendere i motori e sprintare verso un restyling della squadra. L’affare Loftus Cheek e le avanzate trattative per Reijnders, Musah e Pulisic dimostrano l’importanza di un player trading non finalizzato a risanare le casse societarie bensì a cambiare volto e rinforzare la squadra.

Insomma, non tutti i mali vengono per nuocere. E nel caso del Milan sembra essere l’esatto contrario

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L’algoritmo: Monayball

Cos’è il Monayball e in cosa consiste? Il nome di questo algoritmo di analisi statistica, nasce dal film “L’arte di vincere”. È tratto dalla storia della squadra di baseball degli Oakland Athletics che agli inizi degli anni duemila si lasciano guidare da un visionario manager, Billy Beane interpretato da Brad Pitt, che per selezionare i giocatori si affidò alla sabermetrica.

La sabermetrica utilizza i dati e li elabora con un algoritmo. Da qui nasce la decisione se un atleta è sottovalutato o sopravvalutato o se vale la pena investire o no su di lui. Nel calcio questo sistema, atto a selezionare il meglio in circolazione secondo parametri e dati prestabiliti, non sarebbe una novità. Tutta la galassia Red Bull, dal Lipsia al Salisburgo, lo utilizza. I primi sono stati Matthew Benham e Rasmus Ankersen. Il primo ha rilevato il Brentford, il secondo è stato allenatore del Midtjylland. La sabermetrica si fonda sull’analisi delle prestazioni e sulla codificazione di dati e principi.

Come si usano nella pratica i modelli statistici? Nessuno spiegherà il proprio metodo. Tutto si basa sui numeri degli expected goals. Si valutano le qualità individuali e le performance atletiche. Si valuta la possibilità di adattamento del calciatore in contesti diversi. Ma si lavora anche a programmi di allenamento singoli in base alla posizione. Si studiano anche fattori come il sonno, l’umore, la nutrizione. Le squadre che seguono questa filosofia di solito si avvalgono anche di psicologi.

Dove porterà la nuova era rossonera? L’inizio, dopo qualche giorno di scoramento e disfattismo, sembra promettere bene.

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