Milan e Inter sono sempre più convinte di voler costruire nuovi impianti di proprietà per abbandonare, il prima possibile, San Siro. La Scala del calcio, nonostante l’importanza e la storicità, ha una struttura vecchia e non genera il reddito a cui ambiscono i due club.
Negli ultimi giorni, però, si è creata una situazione paradossale: se da un lato Inter e Milan ritengono San Siro ormai inadatto, dall’altro lato CONI e FIGC sono pronte a sfruttare l’immagine e la nomea dello stadio per i grandi eventi.
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La federcalcio, infatti, ha deciso di candidare lo stadio Meazza per ospitare la finale di Champions League nel 2026 o nel 2027 e, considerando che l’altra opzione è la Puskas Arena di Budapest, è sostanzialmente certo che la scelta finale ricadrà sulla casa del Milan per la quinta volta.
Come riporta calcio e finanza.it, stanno emergendo già i primi dettagli sull’impatto che la finale di Champions League avrebbe sul capoluogo lombardo. La Confcommercio di Milano ha stimato che l’indotto per la città potrebbe essere di circa 34 milioni di euro.
“Se oggi dovessimo fare una previsione per il 2026 o 2027, potremmo ragionevolmente calcolare un indotto stimato intorno ai 34 milioni di euro, considerando anche i tifosi in arrivo dall’estero e considerando pernottamenti, shopping e trasporti. L’idea di ospitare a San Siro la finale è sicuramente una notizia più che positiva per Milano, soprattutto in un periodo in cui la legacy delle Olimpiadi sarà ancora forte e viva un’altra grande occasione per dimostrare le grandi qualità di Milano, un’altra grande occasione in cui le imprese saranno in prima linea” ha dichiarato il segretario generale della Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza.

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