EDITORIALE PRIMA PAGINA

Quante critiche, ma il Milan non sa stare senza Tomori!

C’è stato un momento, e quel momento è stato dopo la partita contro la Roma, in cui Tomori è stato additato come il punto debole del Milan. Non il punto debole nella partita o il punto debole della difesa, ma proprio come il “peggior” (in quanto a rendimento) elemento dell’organico. Una di quelle situazioni in cui la folla è tutta schierata compatta e si strofina le mani e adora vedere le speranze di un giocatore rase a zero, perché c’è da fare posto a qualcun altro insomma. Praticamente, erano tutti sicuri: Tomori doveva sedersi in panchina e fare posto a qualcun altro.

A quarantotto ore da Milan-Newcastle, è una certezza, l’inglese è tra i migliori (se non, probabilmente, il migliore) in campo.

E sicuramente, se c’è una cosa che non ha notato nessuno, è la solidità mentale del difensore ex Chelsea. Non tanto “sul campo”. In effetti, Tomori fa parte di quella categoria di giocatori che possono avere i loro, come dire, periodi sì o i loro periodi meno sì, questo è costituzionale, ma c’è dell’altro.

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C’è dell’altro perché Tomori in effetti fa parte di un’intersezione, anche. Qualcosa che si incrocia e comprende ancora altre caratteristiche mentali proprie di Fik. Cioè, Tomori non è storicamente uno che cede alle critiche, bisogna riconoscerglielo, e fa parte di una categoria di pochissimi. Non è la prima volta che, davanti alle critiche della gente, Tomori dimostra un atteggiamento sereno ma allo stesso tempo quasi “di ripicca”, da leader. Così è stato di sicuro contro il Newcastle.

Insomma, ha una durezza mentale per pochissimi, e quando viene criticato succede che il cervello si appropria di giri tutti suoi e nell’ora della Champions League borbotta: “Ora gli faccio vedere, ora gli faccio vedere” e nelle grandi gare Tomori viene sempre fuori solidissimo. Ma sicuramente.

Sì sì, cioè i limiti possono rimanere i suoi limiti ma almeno le critiche lo fanno più grande.

Poi c’è un discorso ancora più tattico. Un’analisi che si può fare, per cui, Tomori in campo per Pioli deve essere insostituibile quando conta. Forse può darsi che si sia visto qualcosa di questo anche nel derby (non che, sicuramente, l’epilogo sarebbe stato diverso con Tomori titolare).

Quel che è ancora certissimo, è che due difensori più di posizioni e meno ferrati sulla “corsa” come Kjaer e Thiaw, non convengono al Milan. Quello che è ancora più certo è che, se mai dovesse mancare Tomori, l’unico che può, per certi versi, assomigliargli in quelle sue uniche caratteristiche nel Milan può essere Kalulu.

In definitiva, il Milan non può stare senza Tomori. E ancora meno se, in contemporanea, manca anche Kalulu.

Ma Tomori, con tutti i suoi difetti che – a volte – potranno anche penalizzare il Milan, è ormai diventato un pezzo insostituibile. Nella macchina rossonera ormai comandata da Pioli da quattro stagioni, Tomori non può essere una condizione. Tomori è una condizione perché il Milan giochi, in campo.

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