Intervenuto al podcast VIBE with FIVE di Rio Ferdinand, l’ex Milan Kevin-Prince Boateng ha raccontato alcuni episodi della sua carriera, tra cui anche alcuni legati al mondo rossonero. Queste le sue parole:
Sul calcio moderno:
“Ora il calcio è troppo semplice. Fai una buona stagione e vali 60 milioni. Io allora sarei dovuto costare 150 milioni perché a 20 anni ero il più forte in Europa“.
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Sull’eterna sfida tra Messi e Ronaldo:
“Quando sono arrivato al Barcellona mi hanno subito chiesto chi fosse il miglior giocatore del mondo. Ho dovuto mentire e dire che era Lionel Messi. È stata una delle bugie più grandi della mia vita, ma era l’unico modo per indossare la maglia del Barcellona. Mi dispiace per i tifosi blaugrana, ma ho sempre tifato per il Real Madrid quando ero adolescente. Adoro Cristiano Ronaldo, ma in quel caso dovevo dire obbligatoriamente in quel modo, altrimenti non avrei giocato al Barcellona”.
Sul periodo al Milan:

“Le prime settimane in rossonero mi sono scontrato con Allegri. Hanno capito subito che a me non preoccupava andare contro tutti. Infatti sono diventato il giocatore più importante di quel Milan. Miglior capitano avuto in carriera? Massimo Ambrosini. Teneva tutto sotto controllo in una squadra storica e piena di stelle”.
Sull’addio ai rossoneri:
“Il mio agente mi disse che lo Schalke era interessato a me. Dopo due anni, dove avevo giocato molto bene, pensai che fosse arrivato il momento di andare via perché avevo la sensazione che la squadra avrebbe fatto fatica. Infatti, poi ci hanno messo un po’ per ritornare ad alti livelli ed io l’avevo già percepito un po’. Se è stata una scelta giusta? Assolutamente no. Nella mia carriera ho fatto due errori: andare al Tottenham troppo presto e lasciare il Milan”.
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