Sembra che l’Italia del calcio non riesca proprio a fare a meno di “sporcare” il campo da gioco con vicende parallele e illecite. Per società e tesserati ritorna l’ombra del calcioscommesse. Negli ultimi giorni l’informazione sportiva e non solo, ha posto la sua massima attenzione a spifferi, con segnali potenziali di bora sferzante, provenienti dalla Procura di Torino.
Il filone d’inchiesta è riferito a un giro di scommesse su siti definiti illegali. Al momento la Procura ha “pescato” , nel suo scandagliare, l’attività di calciatori avvezzi al betting. In questi giorni sono tanti i “punti esclamativi” a questa vicenda da parte di un tribunale popolare che invece dovrebbe porsi delle domande. Non si può ignorare l’obiettivo di arrivare ad una conoscenza e, si spera, alla verità.
Noi di AllMilan.it vogliamo offrire un servizio che sia il più dettagliato e chiarificatore possibile nel rispetto dei fatti, delle persone e della giustizia. La nostra redazione ha raggiunto l’Avvocato Francesco Greco che dal 2006 presta assistenza, consulenza e patrocinio legale sia nell’ambito giudiziale che stragiudiziale con particolare riguardo alla materia contrattuale (contratti e sponsorizzazioni) e del diritto del lavoro e nello sport business e management internazionale. Componente dell’Associazione Italiana Avvocati dello Sport.
Con lui, ai nostri microfoni, l’Avvocato Giacomo Luisi. Agente di Calciatori riconosciuto ed autorizzato dal C.O.N.I., dalla F.I.G.C. e dalla F.I.F.A. È docente presso
la Scuola dello Sport del CONI ed è componente del direttivo nazionale dell’Associazione Avvocati Calcio. Agente sportivo ed esperto nel contenzioso in diritto sportivo nazionale ed internazionale, per atleti, società ed associazioni sportive, federazioni sportive ed enti sportivi.
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La prima domanda è rivolta ad entrambi i legali e riguarda i capi d’imputazioni della Procura di Torino sui calciatori indagati. Invece in termini di giustizia sportiva, la violazione di quale articolo potrebbe imputare la Procura Federale?
“La procura di Torino sta indagando ed accertando se alcuni calciatori abbiano effettuato scommesse su alcuni siti illegali . In Italia costituisce reato penale organizzare o partecipare ad attività di gioco d’azzardo non riconosciute a livello nazionale.
La Procura Federale potrebbe imputare la violazione dell’articolo 24 del Codice di Giustizia Sportiva. Recita così: “Vieta ai soggetti dell’ordinamento federale, ai dirigenti, ai soci e ai tesserati delle società appartenenti al settore professionistico di effettuare o accettare scommesse, direttamente o indirettamente, anche presso i soggetti autorizzati a riceverle che abbiano ad oggetto risultati relativi ad incontri ufficiali organizzati nell’ambito della Figc, della Fifa e della Uefa”.
Avvocato Greco, i diretti interessati cosa rischierebbero da un punto di vista penale? Mentre da un punto di vista sportivo scommettere su siti clandestini di eventi sportivi, non solo di calcio, cosa comporterebbe?
“Se si dovesse accertare, in ambito penale, che i diretti interessati abbiano effettuato scommesse su un sito illegale per esempio sui siti non autorizzati dall’Aams, subirebbero una condanna per aver partecipato a giochi d’azzardo. Si tratterebbe della violazione l’art 720 del codice penale che prevede come conseguenza l’arresto fino a 6 mesi e un’ammenda fino a 516 euro. Le pene sono aumentate a chi scommette cifre rilevanti.
Da un punto di vista sportivo, ai trasgressori che abbiano scommesso sulle gare del campionato della propria squadra può essere applicata una squalifica non inferiore ai 3 anni ed un’ammenda non inferiore ai 25 000 euro”.
Avvocato Luisi, torniamo alla giustizia sportiva. In termini di eventuali penalizzazioni, pesa molto la differenza tra responsabilità oggettiva e diretta. Può spiegarcela?
“I problemi per le società sussisterebbero solo se si dovesse ravvisare ed accertare la responsabilità diretta. Per responsabilità diretta si intende quando è il dirigente della stessa società sportiva ad essere coinvolto nel porre in essere la condotta sanzionata. Le sanzioni possibili sono la penalizzazione di uno o più punti in classifica. Retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria. Esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria. Non assegnazione o revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia o di vincente del campionato, del girone di competenza o di competizione ufficiale
Caso diverso è quando si parla di responsabilità oggettiva della società sportiva in cui un soggetto può essere dichiarato altrimenti responsabile di un fatto illecito, anche se quest’ultimo non derivi direttamente da un comportamento posto in essere dal soggetto stesso ma la condotta illecita sia stata realizzata da persona terza”.
Avvocato Greco, ad oggi sono venuti fuori i nomi di Fagioli, Tonali, Zaniolo e Zalewsky. Se venisse accertato il fatto che loro abbiano scommesso su eventi sportivi, Milan, Juve e Roma, rischierebbero qualcosa?
“Le società Milan, Roma e Juve potrebbero rispondere di violazioni solo se si dovesse accertare che: in merito alle scommesse dei loro tesserati ne fossero a conoscenza anche gli alti dirigenti. Anche se al momento è assolutamente prematuro. I calciatori di oggi hanno molte più libertà. Sarà importante capire se le società fossero a conoscenza o meno dei fatti che riguardano i propri tesserati. Poi i calciatori possono puntare con il proprio cellulare, senza coinvolgere in alcun modo i club”.
Avvocato Luisi, qualora una società avesse saputo delle attività clandestine di un suo tesserato e non ha denunciato alle autorità competenti, cosa rischia la società stessa da un punto di vista sportivo comprese Milan e Roma visto che i giocatori erano loro tesserati all’epoca dei fatti?
“Se si accertasse l’omessa denuncia a carico del legale rappresentante della società, si ravviserebbe la responsabilità diretta della stessa società con conseguenze di penalizzazioni e sanzioni più gravi. Sarebbe in quel caso da approfondire da quanto tempo il legale rappresentante fosse già a conoscenza delle violazioni commesse dai tesserati senza provvedere alla denuncia, agli organi competenti, degli stessi fatti”.
Nel garantire agli indagati la legittima presunzione d’innocenza, proviamo ad immaginare uno scenario di colpevolezza. Chiediamo infine ad entrambi, Avv. Greco e Avv. Luisi se, qualora i calciatori subissero una squalifica molto importante, Newcastle e Aston Villa, potrebbero chiedere un risarcimento o addirittura la rescissione degli accordi contrattuali a Milan e Roma?
“Se si dimostrasse la responsabilità diretta dei club Milan e Roma per le scommesse effettuate dai calciatori quando erano con loro tesserati si potrebbero ravvisare gli estremi di una richiesta di risarcimento di difficile quantificazione. Altra valutazione da fare sarebbe quella di comprendere se gli alti dirigenti dei club italiani ne fossero a conoscenza al momento del trasferimento dei calciatori ai club inglesi. Anche in questo caso dubitiamo fortemente un coinvolgimento dei club italiani”.
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