Nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, le dichiarazioni di Serginho che si dice convinto che i rossoneri riusciranno a chiudere il campionato tra le prime quattro, conquistando così la qualificazione alla prossima Champions League. Le parole dell’ex milanista rappresentano un segnale incoraggiante sia per la squadra che per i tifosi rossoneri. Con le trasferte contro il Verona e, successivamente, il big match con la Juventus, il finale di stagione potrebbe cambiare direzione: secondo il brasiliano, la formazione di Allegri è pronta a ritrovare il proprio potenziale e a rialzarsi nel momento decisivo.
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Le parole di Serginho
Cosa è accaduto al Milan sabato?
“Niente di così strano e anomalo. In questa stagione la squadra ha fatto molto bene contro le grandi, ma ha sofferto parecchio contro le medio piccole. Quando il Milan deve proporre gioco, va più in difficoltà: a San Siro era successo anche con il Parma”.
Il vantaggio sul Como, attualmente quinto, è di 5 punti e nella lotta per la Champions il Milan deve anche ringraziare l’Inter, che lo ha battuto
“Non mi preoccupo delle squadre che sono dietro, ma del Milan: se gioca con la personalità che ha mostrato nel derby e in tante altre partite, non
mi preoccupo per l’ingresso nelle prime quattro. Penso che la classifica avrebbe potuto essere ancora migliore rispetto all’attuale se non ci fossero stati dei passi falsi evitabili contro avversarie inferiori, ma adesso contano solo le ultime sei giornate nelle quali bisogna centrare l’obiettivo”.
Allegri ce la farà a guidare la svolta del Milan?
“Il Milan ha il destino nelle sue mani e dipende solo da se stesso, dai risultati che farà. Non guardo il calendario: per me la squadra ha le potenzialità
per chiudere al secondo o al terzo posto se torna a mostrare l’equilibrio e la concretezza che le hanno permesso di stare ventiquattro partite di campionato senza perdere. Da domenica mi auguro di rivedere quella formazione”.
Insomma i prossimi due turni saranno decisivi?
“L’incontro con la Juventus sarà assolutamente determinante. In caso di vittoria contro i bianconeri, l’obiettivo sarebbe praticamente raggiunto. Prima però bisogna battere il Verona”.
A preoccupare di più è l’attacco visto che l’ultimo gol di una punta risale al 1° marzo…
“Il 3-5-2 che ha portato il Milan così in alto in classifica è un sistema che dà solidità alla squadra e valorizza molte individualità, ma non gli attaccanti. Leao e Pulisic sono due esterni offensivi e non hanno le caratteristiche per giocare spalle alla porta: hanno bisogno di spazi per giocare l’uno contro uno, per crossare o per arrivare alla conclusione. Soprattutto Leao se non ha la possibilità di ripartire a sinistra, è penalizzato. Si è sacrificato a fare il centravanti e in alcuni incontri ha fatto bene e segnato, ma non è il suo ruolo naturale”.
Sabato Rafa è stato fischiato sonoramente
“San Siro è uno stadio esigente che in passato lo ha applaudito tante volte quando ha segnato e offerto prestazioni importanti. Diciamo che nell’ultima stagione e mezzo non sempre Leao è riuscito a esprimere le sue grandi potenzialità”.
Senza l’ingresso nelle prime quattro la stagione sarebbe fallimentare?
“Il Milan deve giocare la Champions. Per la sua storia, per il club che è e per i tifosi che ha. Io sono ottimista e non vogliono neppure pensare che dopo l’ultima giornata non saremo tra le prime quattro: siamo lassù dall’inizio e resto convinto che ce la faremo. Sono ottimista e credo in Allegri e nei suoi uomini. A Verona e contro la Juventus vedremo il vero Milan. Ne sono convinto”.
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