EDITORIALE PRIMA PAGINA

Per colpa di… Krunic o Leao?

Krunic o Leao, sempre così.

C’è quel periodo dell’anno solitissimo dove capita di chiedersi se si adora l’odore del napalm al mattino, a Milanello. È quel momento che coincide circa con novembre, ma ogni volta, e dove giocatori su giocatori crollano per gli infortuni. Nel Milan succede quasi sempre ed è tanto preoccupante, poi.

Per ora ne hanno fatto le spese in molti e in molti torneranno, per fortuna, anche perché a volte tornano velocemente.

Kjaer, Loftus-Cheek, Pulisic, Chukwueze e i già ristabiliti Krunic, Okafor e Calabria, ad esempio, non hanno avuto da soffrire iperbolicamente all’infinito nel dolce stillicidio del diventare vecchi che è dentro l’esistenza, loro no. E poi ci sono altri come Sportiello o Kalulu, Pellegrino, Caldara (tre difensori con lo stesso ruolo) o c’è Ismael Bennacer che naturalmente è ancora fuori da maggio. Insomma, ci sono anche loro che fanno a botte con storie totalmente differenti e ne escono peggio in senso di tic tac e di tempo.

Comunque, non è questo. Il problema di oggi non è qui.

È, piuttosto, che si dice che si è rotto qualcosa nel Milan, dopo la scorsa settimana senza grossi risultati. È anche che Pioli fa capire che non si è rotto proprio nulla, ad eccezione di qualche giocatore.

Innanzitutto, è che non si capisce se è tutta colpa di Krunic o Leao. In genere prima delle partite, da subito, secondo molti tifosi Krunic non deve giocare (va sempre così). Altre volte, se il Milan non ha alzato il livello, tutto viene imputato un po’ sempre al giocatore più di talento che si chiama Leao e che, in teoria, allora non ha fatto abbastanza. È sempre così con il Milan quando qualcosa non va, va sempre così ma proprio sempre, ciclicamente.

Krunic o Leao è un dualismo rossonero molto emblematico che si sviluppa in strade che si distanziano sempre di più. Sono corsie opposte. Un po’ come quel meme di Fast and Furious dei due amici in macchina che si separano prendendo strade che si allargano, oddio è così.

La celebra scena dalla saga di “Fast and Furious”

QUI LA CONFERENZA INTEGRALE – Pioli: “Loftus-Cheek a disposizione. Ecco quando torna Pulisic”

È un dualismo con Krunic, classe operaia che poche volte va in paradiso e che se la corre e se la suda. Oppure è un dualismo con Leao, dall’altra parte, quello più brillante di tutti e di talento, che se la giochicchia contentissimo e ama Confucio e ride sempre.

Krunic o Leao è binomio che mostra le uniche due possibilità che il Milan ha per perdere. E non perché il Milan può perdere solo per Leao o Krunic, no no.

In chiave simbolica, i due rappresentano le due facce che possono essere difettose nel Milan. C’è chi sembra applicarsi tantissimo e che, semplicemente, può essere soggetto delle critiche dei tifosi, e dall’altra parte c’è chi ha più talento di tutti ed, allo stesso tempo, può finire un bel po’ fuori dai giri del motore.

C’è qualcosa di evidente, poi, nelle ultime partite. Sfido chiunque a ribattere il contrario.

Cioè, il Milan non sta imbarcando acqua a causa di Krunic – è evidente – come non è successa tutta la rimonta con il Napoli per un acerbo Luka Romero o nelle altre partite per, che so, per capitan Calabria che spesso si è preso anche lui tantissime critiche dai tifosi. C’è invece quella categoria di giocatori meno “di sistema”, quelli che devono essere “protagonisti” e che semplicemente non possono girare a vuoto come è stato nell’ultima settimana.

Non è Krunic che sta mancando al Milan. È un intero sistema che sta mancando, quello di giocatori manifesto come Maignan, Theo Hernandez e Leao che non sono “entrati” dentro le ultime gare, proprio loro. E, senza di loro, per il Milan tutto è tosto.

Ecco chi sta mancando ultimamente, ecco chi deve ritrovare il Milan di Pioli, ecco chi non può essere assente. Ecco la risposta all’interrogativo “Krunic o Leao?”

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