Vincenzo Vergine è intervenuto ai microfoni di Milan Tv dove ha parlato di sogni e obiettivi per i ragazzi delle giovanili. Tanti gli spunti interessanti tra tuffi nel passato e strumenti avanguardistici per la crescita individuale. Vergine è stato chiaro sulle modalità, di seguito l’intervista completa:
Sugli obiettivi:
“Per me è un onore aver ricevuto questo incarico e la chiamata da uno dei club più importanti del mondo con un progetto importante. Il primo vero grande obiettivo è quello di formare in casa le risorse per la prima squadra. Bisogna avere lo stesso obiettivo, è importante capire come migliorare il calciatore che diventa la nostra mission. Il nostro lavoro è volto a cercare di tirar fuori il meglio delle potenzialità dei giovani”.
Sul passato e l’esperienza:
“Il mio è un percorso accademico, ho studiato gli atleti. Ho fatto il preparatore atletico nelle categorie inferiori, preparazione fisico-atletica insieme ai più grande maestro ossia Pantaleo Corvino. Quell’esperienza mi è servita per capire che devo curare ogni piccolo dettaglio. Sono approdato alla Fiorentina e il mio percorso si è allargato. Ho gestito gli atleti sotto ogni punto di vista anche al di fuori del campo. Sono andato poi alla Roma, avevano una visione importante. Vogliono valorizzare i calciatori ed è stato adottato un modello preciso. Il Milan sul più bello ha cercato di strapparmi per portarmi a Milano. Sono sicuro che ci sono le condizioni per fare qualcosa di straordinario.
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“Vogliamo essere protagonisti nel nostro paese. Il Milan nel giro di pochissimo tempo deve essere protagonista a livello internazionale. I risultati di un grande vivaio sono quanti calciatori tu hai portato nella prima squadra. Questo è il vero grande risultato. I risultati che si ottengono in campo con le varie squadre sono strumenti importanti. Per fare un top player deve essere un vincente e far parte di gruppo abituato a vincere. Voglio calciatori che onorano la maglia e con grande personalità che li devono contraddistinguere”.
Sul senso di appartenenza:
“Per me è importantissimo. Ti consente di sentire la maglia cucita addosso. Se quando reclutiamo ragazzi bravi e loro con le famiglie sono tifosi del Milan sono avvantaggiati ma non sempre è così. A volte possono non essere tifosi di quella squadra, il nostro compito è quello di farli calare e farli respirare il rossonero perché indossare quella maglia deve essere un orgoglio. Se cresce con questi valori, la maglia è cucita addosso”.
Sullo staff:
“I grandi club investono sulla formazione del personale. I nostri ragazzi sono la nostra materia prima su cui dobbiamo proiettare i nostri sforzi. C’è bisogno di tecnici che lavorano e devono essere all’altezza di ciò che devono proporre ai nostri calciatori. Furlani è molto sensibile a tutti questi temi ed è molto ambizioso, così come Moncada con cui mi confronto spesso.
Sulle strutture:
“Le strutture del Milan sono all’avanguardia. Tutte le squadre si allenano al Vismara che necessita però di interventi che pongono al centro il calciatore. Bisogna vivere il Milan dalla mattina alla sera, abbiamo avviato un progetto di restyling”.
Sugli allenamenti:
“Viviamo in un contesto nel quale nessuno fa niente per i nostri ragazzi. I calciatori bravi spesso fanno poca attività sportiva e questo non va bene. Noi li portiamo in un regime di allenamento in cui ci alleniamo poco ma per motivi logicisti possiamo farci poco. Bisogna allenarsi meglio e di più, noi abbiamo avviato questo tipo di programma”.
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