Questo passato che viene sempre, mi capite?
C’è un vizietto di forma che va sempre uguale e parte e trova anche Rebic e Origi. È la storia degli attaccanti del Milan che va sempre avanti e sembra che cambino gli anni e le stagioni ma le persone no, e tutto questo capite che non è proprio possibile.
Le storie dei film di azione come lo sono le partite del Milan funzionano sempre allo stesso modo. C’è sempre quel ciccio di Vin Diesel o fate voi chi che, a un certo punto, si ricorda che c’è qualcosa del passato che lo rincorre e che non lo fa dormire e non lo fa pensare. C’è il passato che rincorre e tu non puoi fare niente, proprio no, il passato non puoi nemmeno guardarlo ma lui invece può venirti dietro e buttarti per terra e rosicchiarti il cranio con il metodo di spolpatura “alla romana” e proprio non è giusto nulla di questo, credetemi bene.
Il passato.
Il problema è che il passato viene a prenderci e ci porta via anche le persone, come potrebbe essere con l’attaccante del Milan Luka Jovic. Fa così il passato che addirittura ci porta indietro, mentre ci insegue e ci sta sempre dietro senza lasciarci in pace e, aiuto, ci fa anche elaborare e capire e autoanalizzare come in A Christmas Carol di Charles Dickens, ed è così uguale capite? Fa tutto così il passato, è tutto qui e continua a scorrere senza fine e non si capisce questo qui, il passato dietro di noi. È così, e basta.
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Il problemino con il passato e con il Milan, però, è che non c’è solo Jovic ma ci sono stati anche Origi e Rebic, e tutto questo va da quando c’è Pioli e da quando c’è stato Ibrahimovic.
Quello che fa paura è che le partite sono andate avanti, e Origi e Rebic sembravano sempre più assomigliarsi. Eppure erano attaccanti così diversi, tutto questo non ha senso. Cioè, non può significare nulla in teoria, dal momento che il tempo cambia e passa in un baleno, ma le persone invecchiano un po’ alla volta e tutto qua. Ve lo giuro. La riflessione di oggi, però, anche perché adesso Jovic parte titolare, decolla da Ibrahimovic e abbraccia Giroud e pure Mario Mandzukic e tutti.
Questa riflessione in pratica comincia con Ibrahimovic che era un gran bel pezzo di centravanti. Era unico, Ibra, certo e lo sapete per forza. Come, c’è l’impressione che gente come Mandzukic dovesse provare il più possibile ad essere come Ibrahimovic. Poi, la riflessione continua con Giroud che da punta doveva sbrigare anche lui gli stessi affari che erano da Ibra. Del resto, in quanto a punti forti come sponde e repertorio dentro l’area e dominanza aerea, lo svedese da più anziano e Giroud coincidono, più o meno. E poi, c’è il problema che chiunque fossero quelli dopo, è andata così ancora ripetendosi, e provavano a ricalcare quelle stesse caratteristiche, e così andava.
Più o meno, dico che magari Origi e Rebic erano in un periodo di calo. Magari. Ma quando mancava Giroud, più o meno, l’impressione è che dovevano sforzarsi ad essere il più “Giroud” possibile, quei due, che poi sembravano assomigliarsi tantissimo.
In quell’epoca – che poi era l’anno scorso – forse non si diceva abbastanza ma sembrava che “cambia il centravanti ma non cambia cosa deve fare”. O almeno, pareva che si facesse fatica a cambiarli, gli attaccanti, e a giocare diversamente.
Ora il Vizio va avanti specialmente in questo periodo.
Ora forse è solo una provocazione ma, davvero, prego il passato che non si venga a prendere pure Jovic. Anche Jovic, no, come Origi e Rebic, che da punte dovevano giocare provando ad sembrare Ibrahimovic o a Giroud, e non lo erano. Ora, io so che il passato ti insegue e che non la smette mai, che ti sta sempre dietro e che non ti lascia in pace se non impari, fa così ed il passato è il passato ed è sempre è lì, l’ho detto, ma almeno non portarti anche Jovic con te, no no.

Scappa Jovic.
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