Brutte notizie per la Curva Nord di Milano. Gli ultras avrebbero istituito una onlus per trattare con l’Inter e influenzare affari, secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano nel contesto dell’inchiesta in corso sulla Curva Nord interista.
L’indagine della Digos si concentra sull’anatomia criminale di questa curva, accusata di associazione a delinquere. Si esaminano diverse attività illecite, tra cui accessi non autorizzati allo stadio, bagarinaggio facilitato da alcuni dirigenti dell’Inter (non coinvolti nell’indagine), parcheggi VIP, movimenti finanziari verso sale scommesse, conti bancari, cassette di sicurezza e collegamenti con la sfera politica di governo.
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Si parte dall’analisi di un’associazione denominata We Are Milano, originariamente creata per organizzare eventi benefici in collaborazione con la comunità Exodus di Don Mazzi. Tuttavia, la Digos sostiene che We Are Milano funzioni principalmente come una facciata legale, inclusiva di due europarlamentari (Carlo Fidanza di Fratelli d’Italia e Silvia Sardone della Lega, non coinvolti nell’indagine) per conferire maggiore credibilità all’associazione. Questo stratagemma sarebbe stato utilizzato per stabilire contatti con i vertici dell’Inter, dato che le società di calcio, per legge, non possono trattare direttamente con gli ultras.

We Are Milano, secondo la Digos, sarebbe stata pienamente controllata dal direttivo della Curva Nord fino al marzo scorso. L’utilizzo dell’associazione sarebbe andato oltre la gestione di relazioni societarie, coinvolgendo anche raccolte fondi con investimenti di provenienza dubbia e facilitando misure alternative per i membri della curva coinvolti in arresti o condanne.
Tuttavia, We Are Milano rappresenta solo uno dei numerosi aspetti di un’associazione a delinquere, secondo l’accusa, che coinvolge anche rapporti con Giuseppe Caminiti, parente del narcotrafficante della ‘ndrangheta Salvatore Papandrea, che gestisce i parcheggi VIP nello stadio Meazza. La Digos riporta che Caminiti era remunerato dalla società Kiss and Fly, appartenente a un gruppo che ha ottenuto un contratto di gestione da Mi-stadio, srl, con un capitale di un milione di euro equamente diviso tra Inter e Milan. Questo gruppo ha una convenzione con il Comune di Milano per gestire tutte le attività legate allo stadio da oltre 23 anni.
Secondo la Digos, il modo in cui “la Curva Nord si relaziona con l’Inter e le richieste avanzate segue una logica di stampo mafioso, con tentativi di intimidazione finalizzati al raggiungimento di scopi illeciti”.
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