Davide Ancelotti non dimentica le proprie origini e il legame con il Milan, club che ha accompagnato la sua infanzia e che ha rappresentato una parte importante della carriera di suo padre Carlo. L’attuale allenatore del Lille ne ha parlato ai microfoni di Radio Anch’io Sport, raccontando alcuni ricordi legati ai suoi primi anni vissuti a Milanello.
Le parole di Ancelotti
“Sono sempre stato vicino a mio padre già dai primi tempi, quando mi portava a Milanello nei primi anni Novanta, quando era ancora giocatore”, ha raccontato Davide. Un’esperienza privilegiata che gli ha permesso di vivere da vicino l’ambiente rossonero e di entrare in contatto con alcuni dei più grandi campioni dell’epoca.
“Ho avuto la fortuna di averlo sempre vicino, nonostante il suo lavoro. Mi ha dato la possibilità di vivere questi spogliatoi pieni di grandi campioni”, ha aggiunto l’allenatore del Lille, sottolineando quanto quelle esperienze abbiano contribuito alla sua formazione.
Inevitabile, quindi, una domanda sul possibile futuro sulla panchina del Milan. Davide Ancelotti, però, preferisce mantenere un profilo prudente: “Allenare il Milan? Di sogni ce ne sono tanti. Rimango con i piedi per terra”.
Nessuna corsa verso un obiettivo lontano, dunque. Il tecnico preferisce concentrarsi sul presente e sulla sua esperienza alla guida del Lille: “Il mio sogno lo sto già vivendo, allenando una squadra giovane che può dare fastidio a tutti”.
Nel corso dell’intervista non è mancato anche un riferimento a Carlo Ancelotti e alle qualità che hanno caratterizzato la sua straordinaria carriera. Per Davide, la più grande forza del padre è stata soprattutto la capacità di adattarsi alle situazioni e ai giocatori a disposizione.
“La più grande forza di mio padre è stata quella di sapersi adattare ai giocatori che aveva e di evolversi insieme al gioco”, ha spiegato.
Parole che raccontano non soltanto il rapporto tra padre e figlio, ma anche una filosofia calcistica che Davide sembra aver fatto propria. Dal Milan vissuto da bambino agli inizi della sua carriera da allenatore, il percorso è ancora lungo. Il sogno rossonero resta sullo sfondo, ma oggi la priorità è il Lille e la possibilità di costruire, passo dopo passo, la propria identità in panchina.
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