Dopo quattro vittorie consecutive, i rossoneri, nell’ultimo turno di campionato, avevano la possibilità di allungare la striscia positiva. Sembrava certo il trionfo a San Siro, nonostante i due penalty sbagliati, eppure, i rossoblu sono riusciti a riacciuffare la partita (peraltro con un rigore).
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Sia chiaro: la squadra di Motta è ostica da affrontare e il Diavolo è una delle poche squadre ad aver strappato loro quattro punti tra andata e ritorno. Ma è chiaro che quando ti capitano ben due rigori in una partita, non riuscire a vincere lascia l’amaro in bocca.
Altresì, questa sconfitta ha un significato non trascurabile legato alla continuità. Sì, perché i rossoneri si sono dimostrati sovente incostanti in termini di risultati.
La sensazione è quella di una squadra con un enorme potenziale che non viene sempre sfruttato e che non permette di fare quell’uno per far trentuno!
A lasciare attoniti è una dato che racconta di un Milan che non riesce a vincere cinque partite di fila da due anni, precisamente dalla stagione del diciannovesimo scudetto.
Si tratta di una statistica emblematica della sopracitata discontinuità che incatena la squadra e che non permette il salto di qualità verso lo scudetto.
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