Il Milan deve guardare al futuro. Non c’è altra strada. Il presente, d’altronde, in passato era un futuro immaginato e trasformatosi in realtà. Magari con come si preannunciava, forse con alcune modifiche, in positivo o negativo. Poco importa. Per farlo, ora, il Diavolo, oltre a puntare e comprare talenti in giro per il paese e il mondo rinforzando la rosa, deve necessariamente lavorare partendo dalle basi. Per questa ragione il progetto Under-23 è in piena fase evolutiva.
Leggi QUI – Milan tra nuovo stadio e restyling di San Siro: presentata una mozione
Chi segue le gesta delle Primavera rossonera, allenata da Ignazio Abate, si sarà reso conto della bellezza e della qualità espressa dai ragazzi del Vismara. Un anno fa, in una stagione disastrosa in Italia ma sontuosa in Europa, la squadra dell’ex terzino del Milan era arrivata per la prima volta alle Final Four di Youth League, perdendo solo in semifinale contro l’Hajduk Spalato. Risultati a parte, veramente di poca importanza quando l’obiettivo principale è e deve essere quello di far crescere i calciatori dell’avvenire, si iniziavano a intravedere volti interessanti, destinati a prendersi, poco alla volta, le luci della ribalta.
Questa stagione, ha definitivamente segnato il salto di qualità, anche in Italia. Il Milan è secondo in campionato, ha vinto il proprio girone della massima competizione europea per le giovanili, mettendo dietro di sé PSG, Newcastle e Dortmund e, soprattutto, ha permesso a tanti suoi gioielli di debuttare in prima squadra. Non solo semplici apparizioni, in alcuni casi. Bartesaghi, Zeroli, Chaka Traoré, Jimenez, Simic e, dulcis in fundo, Camarda.
Il 2008, debuttando contro la Fiorentina, è diventato il più giovane di sempre a calcare un prato della massima serie italiana. Jimenez ha dato prova di essere un fenomeno in divenire, benché rimanga da contenderlo al Real Madrid, proprietaria del cartellino. Simic ha dimostrato solidità e personalità, trovando anche la via del gol, esattamente coma Chaka Traoré, ceduto in prestito con diritto al Palermo. Meno spazio, per ora, hanno trovato Bartesaghi e Zeroli. Ci sarà tempo.
Insomma, tanti motivi per spingere verso la realizzazione della seconda squadra, l’Under-23. In Italia, a fare da apripista è stata la Juventus nel 2018, seguita dall’Atalanta nel 2023. Il Diavolo, dopo aver osservato attentamente, sembrerebbe aver deciso di compiere il passo decisivo, depositando le pratiche per avviare la procedura di ammissione a partire dal 2024-2025.
Ovviamente, l’iscrizione della squadra alla terza categoria della piramide calcistica italiana, la Lega Pro, comporterebbe dei costi, tra i 7 e i 10 milioni di euro. Un investimento importante, ma necessario. Permettere ai ragazzi di crescere e cimentarsi in un calcio di livello, specialmente dal punto di vista fisico e tattico, è una benedizione. Prendete come esempio la Vecchia Signora che, nel giro di qualche anno, ha fatto scuola, regalando ai tifosi e agli appassionati giocatori come Hujsen, Soulé e Yildiz.
Nei prossimi mesi si saprà di più. Il Milan è pronto ad aprire una nuova era, lasciando il presente ai campioni del domani, per un futuro vincente.
Seguici anche sui nostri profili Instagram, Facebook, Tik Tok, YouTube e X!
